Non è la prima scelta. Il primo a saperlo è lui: Luciano Spalletti. L'Inter avrebbe fatto volentieri sedere sulla propria panchina Antonio Conte e l'onestà intellettuale del tecnico toscano non dovrebbe generare problemi nell'ammetterlo. Ma c'è un solo modo per diventare il migliore su piazza: bisogna fare risultati. La cultura del lavoro all'allenatore di Certaldo non manca e subito dopo l'ultima giornata di campionato con la Roma, salvo sorprese, si metterà a disposizione della società nerazzurra per delineare in maniera netta le strategie per far bene da subito nella prossima stagione.

Il modulo dopo il matrimonio Spalletti-Inter

Spalletti, a Milano, troverà anche quello che cercava a Roma: Icardi, infatti, è un attaccante cattivo quanto avrebbe voluto lo fosse Dzeko. Con il 4-2-3-1 l'argentino potrebbe definire l'ulteriore e definitiva consacrazione, grazie ad una squadra che crea tante palle gol. Tanti sono poi i calciatori le cui caratteristiche sembrano risiedere perfettamente all'interno degli ideali dell'allenatore: viene ad esempio in mente Gagliardini che ricorda De Rossi per la sua capacità aerea e di protezione del centrocampo nell'economia del gioco.

Calciomercato Inter, Nainggolan è il sogno

Molto ci sarà da fare e sarà fatto, come ad esempio la necessità di andare a caccia di un centrocampista che abbia qualità, quantità e capacità di inserimento.

Nainggolan è il sogno, ma difficilmente si potrà andare a strapparlo alla Roma. Gli obiettivi di mercato potrebbero essere diversi esterni offensivi, considerata anche la partenza di Perisic in nome del fair play finanziario. Spalletti, inoltre, ha ben chiaro che a quest'Inter manca tenuta difensiva e propulsione nei terzini: un saccheggio della Roma, nei suoi sogni, porterebbe a San Siro Manolas e Rudiger, ma appare difficile che la formazione capitolina possa decidere di privarsi di entrambi e, soprattutto, cederli ad una diretta concorrente.

La voglia di vincere per il duo Spalletti-Inter

A spingere la società a puntare su di lui c'è anche una certa unità d'intenti: l'allenatore è ormai sulla cresta dell'onda da oltre dieci anni, ma ha vinto soprattutto in Russia.

In Italia gli manca un trofeo (scudetto?) da alzare al cielo e i nerazzurri hanno assoluta necessità di tornare ad essere avvezzi ai trionfi. La qualità del gioco delle squadre allenatore dall'ex trainer dello Zenit San Pietroburgo sarà la principale ricetta attraverso cui Suning si augura di tornare ad ottenere qualcosa di importante.