Un dubbio amletico agita i sonni dei dirigenti dell’Inter in questi giorni: cedere o non cedere Ivan Perisic? Infatti il croato è sicuramente il giocatore nerazzurro più ambito. Manchester United, Paris Saint-Germain e Chelsea hanno mostrato interesse per l’esterno offensivo, che, negli ultimi tempi, non ha nascosto il desiderio di poter cambiare aria per riuscire a giocare in Champions League. Tra tutti i contendenti, i più concreti si sono dimostrati i Red Devils: Mourinho stravede per lui e si sarebbe personalmente impegnato nella trattativa per convincere il giocatore.

Alla fine l’agente del 44 nerazzurro, Fali Ramadani, sarebbe riuscito a strappare agli inglesi la promessa di un contratto quinquennale da sette milioni a stagione.

L’offerta del Manchester United

Trovato l’accordo con Perisic, gli uomini del Manchester United avrebbero fatto in queste ore all’Inter un’offerta difficile da rifiutare: 52 milioni di euro. Una cifra notevole che permetterebbe di risolvere in un solo colpo tutte le pendenze col Fair Play Finanziario. Va ricordato che il nazionale croato è stato acquistato due anni fa dal Wolfsburg per 17 milioni di euro. Oggi, grazie agli ammortamenti è iscritto a bilancio per circa 10: quindi la sua cessione finirebbe per fruttare una plusvalenza record di 42 milioni.

Difficile dire di no ad un’operazione così conveniente; eppure, quando ormai sembrava tutto fatto, sono cresciute le perplessità in casa nerazzurra.

I dubbi di Spalletti

Ci si chiede se sia giusto fondare la ricostruzione della squadra proprio con la cessione di quello che il connazionale Zvone Boban ha definito “il miglior giocatore dell’Inter degli ultimi due anni”, accusando senza mezzi termini la società di capirci poco e sminuendo l’accusa di discontinuità che spesso viene rivolta al croato.

In effetti anche il prossimo allenatore nerazzurro Luciano Spalletti avrebbe espresso qualche riserva su quest’operazione, che lo priverebbe di un uomo particolarmente adatto al suo gioco, e si sarebbe impegnato personalmente nel cercare di convincere Perisic a non lasciare Milano. Ci sarebbe la possibilità di risanare i conti con altre partenze: anche giocatori come Murillo, Brozovic, Jovetic e Ranocchia, dati in uscita, potrebbero assicurare una discreta plusvalenza.

Ma in questo caso bisognerebbe imbastire molteplici trattative, facendo allungare i tempi. Insomma la tentazione è forte, ma restano i dubbi su cosa fare, cederlo subito oppure toglierlo dal mercato. Perisic, dal canto suo è stato chiaro: il saluto riservato al pubblico di San Siro alla fine dell’ultima partita di campionato era quello di un giocatore ormai intenzionato a lasciare la squadra.