Finalmente si sono fatti sentire anche i vertici dell’Inter: per troppo tempo Luciano Spalletti era stato lasciato solo ad affrontare il periodo no dei nerazzurri, esposto allo scontento sempre più rumoroso dei tifosi ed alle critiche incessanti alla società, arrivate anche da molti ex, come Kondogbia e De Boer. E così i due interventi di Walter Sabatini, coordinatore tecnico di Suning, e dell’amministratore delegato Alessandro Antonello hanno indubbiamente fatto piacere al mister, perché – rinnovando la loro fiducia al tecnico di Certaldo – hanno restituito un po’ di tranquillità all’ambiente, facendo intendere che si è intrapreso un percorso di stabilità; una strada che si svilupperà nel tempo, basandosi sulla conoscenza approfondita e che non sarà incrinata dal risultato di qualche partita.

Dalle parole ai fatti

Spalletti dà ragione a Sabatini sul fatto che a questo punto bisogna capire quali sono le priorità, dato che è ormai arrivato il momento “di una sintesi a cui nessuno può sottrarsi, da adottare nello spogliatoio e in campo”. Per il mister il gruppo deve essere determinato a far cambiare idea a tutti sulla squadra. “Non serve più a nulla fare altri discorsi, sono state spese tante parole, servono i fatti – spiega l’allenatore nerazzurro – a questo punto si deve realizzare qualcosa di concreto, perché le favole vanno bene fino a un certo punto, è necessario arrivare alle soluzioni, fare punti”. Bisogna rispondere sul campo, proprio in questo momento in cui piovono le critiche anche dai tifosi: “Per quello che ci stanno dicendo è ancora poca la reazione, dobbiamo far vedere come siamo fatti veramente, altrimenti hanno ragione loro”.

Le difficoltà psicologiche della squadra

Il tecnico protegge i singoli: “Le nostre difficoltà non sono da attribuire a nessun componente della rosa in particolare – aggiunge Spalletti – probabilmente non si è più convinti di essere una formazione forte, che può giocare alla pari e battere chiunque”. Per il mister le soluzioni sono da trovarsi nello stesso gruppo: “Se la consideriamo individualmente la difficoltà sembra enorme, ma se la mettiamo di fronte all’intera squadra è più piccola di quella che appariva prima; dobbiamo credere nella nostra forza”.

Ma l’allenatore si sofferma anche su quello che sembra uno dei più grandi limiti dei ragazzi: il senso di rinuncia, il non voler lottare fino in fondo in certe situazioni. Spera di superare questo atteggiamento dei giocatori con la loro professionalità, l’impegno a metterci sempre qualcosa di più, la ricerca di soluzioni nuove, la voglia di prendersi le proprie responsabilità.

In un periodo simile si va a scavare più in fondo per avere personalità, perché si cerca di ritrovare un orgoglio da esibire per dimostrare che non è così come molti dicono in questo momento.

Come superare la fase di crisi

Solo in questo modo si può riuscire a superare una fase in cui, secondo il mister, il vento che ti viene contro fa la differenza: “Mentre in un primo periodo lo avevamo alle spalle e ci spingeva verso soluzioni sempre più facili da trovare, ora ce l’abbiamo in faccia e ci rallenta”. In questa situazione occorre impegnarsi ancora di più, proprio come il mister assicura che si stia facendo in questi giorni alla Pinetina. Certo, non sarà facile superare le rivali, tutte formazioni con un valore assoluto notevole, ma bisogna assolutamente interrompere il lungo periodo di risultati negativi.

A tale riguardo Spalletti è categorico: “D’ora in poi tutti gli avversari si chiamano vittoria; il nome delle squadre e la tattica adottata saranno diverse, ma le partite avranno tutte lo stesso traguardo”.