Il matrimonio tra Walter Sabatini e Suning, dunque anche quello con l'Inter, è terminato dopo meno di un anno. Alla base ci sarebbero i 'paletti' che la dirigenza cinese ha imposto sul calciomercato nerazzurro, pur possedendo ingenti risorse economiche. Nell'ultima sessione di gennaio, ad esempio, dopo aver diretto con un'abile regia i possibili arrivi di Ramires e Pastore, Sabatini si è visto bloccare le trattative dai vertici societari. Suning in realtà ha speso parecchio per la società nerazzurra nel suo primo anno di gestione, ma dalla scorsa estate ha deciso di non sforare i pesanti vincoli dei fair play finanziario e gli obblighi imposti dal governo di Pechino che ha letteralmente stoppato qualunque grosso investimento all'estero delle aziende cinesi, specie in settori considerati non di primaria importanza come quello sportivo.

Ed il patron di Suning, Jindong Zhang, che è innanzitutto un uomo delle istituzioni, non andrà mai contro i dettami del Partito Comunista cinese. L'addio di Sabatini non è collegato, però, soltanto alle vicende calcistiche italiane ma segue di poco quello di Fabio Capello che ha lasciato la panchina dello Jiangsu, la consorella cinese dell'Inter.

Chi sarà il sostituto di Sabatini?

In queste ore il dibattito scuote gli ambienti della tifoseria interista e non è un toccasana con la squadra impegnata nella difficile lotta per il posto in Champions League. La risoluzione consensuale di Sabatini offusca parzialmente le ottime operazioni di mercato messe a segno, come l'arrivo del promettente Lautaro Martinez e, soprattutto, quello a costo zero di Stefan De Vrij.

Ma il motivo è ovvio, considerato che l'ormai ex dirigente nerazzurro aveva messo lo zampino in entrambi gli affari. Che si tratti di uno dei migliori dirigenti sportivi italiani è fuori discussione e, pertanto, trovare un sostituto all'altezza non è semplice. Un pensiero anche alla questione legata a Fabio Capello: non riguarda l'Inter, ma determinati organi di stampa in preda a furenti nazionalismi d'annata che ne hanno fatto un caso di 'lesa maestà' per uno degli allenatori italiani più vincenti di sempre.

Il palmares di Don Fabio è innegabile, ma nell'ultimo decennio le sue gestioni sulle panchine delle Nazionali di Inghilterra e Russia e la breve parentesi cinese sono state a dir poco fallimentari. Tornando a Sabatini, potrebbe anche non essere sostituito per quanto riguarda specificamente l'Inter.

Il ritorno di Branca? Poco probabile

Nell'organigramma nerazzurro Piero Ausilio svolge il ruolo di direttore sportivo ed a questo punto è possibile che gli vengano conferiti 'pieni poteri' sulle questioni di calciomercato. Al momento è la soluzione più probabile, molto più praticabile dell'ipotetico ritorno di Marco Branca sul quale sono fuoriuscite alcune indiscrezioni. In realtà l'ex attaccante che ha lavorato nell'entourage dell'Inter per oltre un decennio non è ben visto da buona parte della tifoseria e questo non è certamente il momento per alimentare nuovi malumori. L'obiettivo di Suning potrebbe essere quello di razionalizzare la squadra dirigenziale ed imprimere una sensazione di fiducia a chi è già dentro.

Motivo per cui riteniamo improbabile che Sabatini abbia un vero sostituto, sembra molto più logico responsabilizzare maggiormente la figura di Ausilio che, alla fine, non svolgerebbe certamente un ruolo diverso da quello che già riveste nel club.

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