Dopo il vergognoso episodio di lazio-Cagliari, è successo di nuovo. Questa volta, però, prima del derby di Roma, durante il corteo dei tifosi laziali verso lo stadio. Nei pressi di Ponte Milvio, infatti, alcuni tifosi biancocelesti hanno intonato cori nei confronti di Anna Frank, sfoggiando, in aggiunta, il famoso gesto del saluto romano.
Un passo indietro
Dunque, era già capitato, qualche mese fa, all'interno dello stadio Olimpico. Quella volta, la sfortunata bambina ebrea era stata raffigurata con la maglia della Roma, scatenando l'indignazione generale.
Insomma, l'intento sembrava chiaro: attaccare i tifosi giallorossi, come se essere definiti ebrei rappresentasse il peggiore degli insulti possibili. Non si è mai capito il motivo di così tanto livore dei confronti della povera Anna Frank. Puro razzismo o, forse, una scarsissima conoscenza della storia? All'epoca, la Procura di Roma aveva deciso di aprire un'indagine ma, di fronte agli accusati, il pm era stato costretto ad ascoltare una versione dei fatti al limite dell'assurdo.
Anna Frank? Pensavamo fosse la figlia di Fantozzi
Sembra incredibile ma, proprio questa fu la giustificazione utilizzata dagli ultras laziali per difendersi da un gesto che non sarebbe mai potuto passare inosservato.
In un attimo, dunque, la famosissima bambina deportata dai nazisti si è trasformata in Mariangela, la figlia di Fantozzi, interpretata dall'attore Plinio Fernando. Difficile sapere se si tratti di clamorosa ignoranza o di una vera e propria "furbata", nel tentativo di sfuggire ad un'accusa che si sarebbe potuta rivelare particolarmente pesante. Una domanda, però, sorge spontanea: come mai le foto di Anna Frank erano accompagnate da scritte come "romanista ebreo"? Che ruolo avrebbe avuto la figlia di Fantozzi in una simile vicenda? Insomma, tante cose non tornano e, alla fine, tutti i nodi vengono al pettine.
Una vergogna senza fine
Si pensava che, con quella giustificazione laziale carica di ignoranza (volontaria o meno), non si sarebbe comunque più tornati sulla questione, se non nelle aule di qualche Tribunale.
La speranza, dunque, era quella che certi argomenti, certe situazioni e certi personaggi storici, non si mischiassero più con il mondo del pallone. Invece, ancora una volta, un gruppetto di tifosi biancocelesti ha riproposto un qualcosa che, inevitabilmente, carica il calcio italiano di vergogna. Proprio prima del derby di ieri sera, infatti, nella zona antistante l'ingresso dello stadio, un corteo di tifosi laziali ha nuovamente intonato cori antisemiti nei confronti di Anna Frank, contornando il tutto con un vergognoso saluto romano. Questa volta nessuna immagine della bambina, ma un chiaro riferimento al suo nome. Le giustificazioni, quindi, sono definitivamente finite.