Non è finito nel migliore dei modi il bel campionato della Lazio ma di questa stagione 2017/18 ci sono tante cose da mettere sulla parte attiva della bilancia. La più importante, che vale più di un posto in Champions, è la ritrovata sintonia tra la tifoseria, la squadra, il mister e la società. Così di partita in partita il pubblico è cresciuto fino al record stagionale di presenze nella sfortunata serata conclusiva contro l’Inter.

Un simbolo di questa trasformazione è stato uno spazio fisico controverso, la Curva Sud o, come si preferisce chiamare in casa Lazio, ‘Curva Maestrelli’.

La divisione storica: la Lazio a Nord, la Roma a Sud

Negli anni i laziali e i romanisti sono andati a dividersi i settori dello stadio, in particolare curva e distinti nord ai biancoazzurri e curva e distinti sud ai giallorossi. Tale divisione è rigorosa in particolare in occasione del derby capitolino.

Con il progressivo calo degli spettatori, la Lazio era anche arrivata a chiudere nei tempi più recenti la biglietteria per la Curva Sud, limitando gli ingressi al settore dei Distinti Est e lasciando i Distinti Sud Ovest alle tifoserie ospiti.

La riapertura e il caso Anna Frank

Ad inizio campionato, a seguito di ululati razzisti nel corso di Lazio-Sassuolo, la società romana viene condannata alla chiusura della Curva Nord per due turni, contro il Cagliari e contro l’Udinese.

Per consentire comunque agli abbonati di vedere le partite (c’è stato poco tempo prima anche un pronunciamento della giustizia ordinaria sulla tutela dei diritti degli abbonati) la società decide di aprire i cancelli della curva sud al prezzo simbolico di 1 euro per i titolari di abbonamento ‘sfrattati’ dalla nord.

Così domenica 22 ottobre quando la Lazio ospita nel posticipo di Serie A il Cagliari, alcune migliaia di tifosi si ritrovano in Curva Sud. Avviene lì l’episodio delle figurine di Anna Frank rappresentata in maglia giallorossa. Il fatto, di cui si è abbondantemente parlato e che ha visto la presa di distanza da parte della società e della maggioranza della tifoseria capitolina, indicava in modo quasi freudiano un dato: in Curva Sud i tifosi laziali si sentivano ‘ospiti’ dei rivali giallorossi.

L’ondata biancoazzurra arriva in Maestrelli.

Passano le partite e i mesi, la banda di Inzaghi si conquista il rispetto dei tifosi e degli avversari nonostante alcune partite maledette, come quella contro il Milan in Coppa Italia e quella contro il Salisburgo in UEFA.

Aumentano allora di partita in partita le presenze allo stadio, anzi proprio dopo gli episodi più negativi si registrano più presenze, fino ad arrivare alla decisione di riaprire la biglietteria per la Curva Sud nelle ultime due sfide casalinghe, contro Atalanta e Inter. In questo modo la Sud torna ad essere, almeno nelle giornate in cui gioca la Lazio, Curva Maestrelli, uno spazio riconquistato, da proteggere e far crescere nel prossimo campionato.

D’Altra parte quella curva, prima della divisione tra le due tifoserie organizzate, era la curva dove si andavano a sedere i laziali che venivano da sud, da fuori Roma, dai Castelli Romani e dalla piana pontina. Se l’affetto del pubblico vale, nella stagione della Supercoppa ma anche delle cocenti eliminazioni, il conto è positivo proprio per il rapporto rinsaldato con la tifoseria. Da qui si potrà costruire la stagione che verrà.

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