Bonucci-Juve è il connubio che sta occupando la scena del Calciomercato. Un affare che sarebbe davvero clamoroso. Uno scenario impensabile dopo una sola stagione al Milan. Un anno passato in quel di Milanello portando al braccio addirittura la fascia da capitano. Tuttavia senza riuscire ad entrare nel cuore dei tifosi rossoneri. Inoltre, un ritorno al club bianconero non sarebbe visto di buon occhio dai tifosi juventini, rimasti fortemente delusi dal suo addio.

La situazione però è ampiamente mutata nell'ultimo periodo. La Juventus, in caso di cessione di Rugani, avrebbe bisogno di un centrale di livello.

Allo stesso tempo Bonucci ha chiesto al nuovo DT Leonardo di essere ceduto, pentendosi della scelta di lasciare Torino. Inoltre il Milan ha la necessità di acquistare un centravanti, vedi Gonzalo Higuain. Anche se nella trattativa potrebbe essere inserito Mattia Caldara, da poco giunto alla corte di Allegri e futuro centrale titolare della nazionale.

Bonucci Juve, cavallo di ritorno dall’esito incerto

Nella storia del calcio i cavalli di ritorno non sempre hanno dato i risultati sperati. Nella maggior parte dei casi non hanno per nulla giovato, lasciando l’amaro in bocca e una macchia indelebile nel proprio curriculum. A seguire alcuni casi celebri, sperando in un Bonucci-Juve bis completamente diverso:

  • Kakà. Il Pallone D'oro 2007 è entrato nel cuore dei tifosi milanisti grazie alle giocate di classe che hanno deliziato i campi di San Siro. Dopo il passaggio al Real Madrid, però, la stella brasiliana si è andata lentamente spegnendo, prendendo anticipatamente la via del tramonto. Nel 2013 il ritorno al Milan dopo quattro anni, con grande gioia dei supporter rossoneri. L’annata individuale è stata tutto sommato discreta, con 9 centri in 30 presenze di campionato. Ma al termine della stagione è arrivato nuovamente l'addio, destinazione MLS americana, con sosta al San Paolo.
  • Shevchenko . Restiamo in casa rossonera, con uno dei centravanti più devastanti degli ultimi vent'anni. Dopo 208 presenze e 127 reti in A, l’attaccante del diavolo ha preso il volo per Londra, acquistato dal Chelsea per 42 mln di euro. Alla corte di Mourinho però non ha rispettato le attese, segnando col contagocce e perdendo sin da subito il posto da titolare. Dopo due anni il ritorno in prestito al Milan, nel quale ha collezionato la bellezza di 0 reti in 18 presenze di campionato.
  • Capello-Sacchi. Stesso discorso è valido anche per gli allenatori. Ci sono stati casi celebri di ritorno in sella, con risultati molto al di sotto delle aspettative. È il caso di Arrigo Sacchi e Fabio capello, ritornati sulla panchina del Milan nella stagione 1996 il primo e 1997 il secondo. Entrambi non sono riusciti a raggiungere la qualificazione alle coppe europee, con un decimo e undicesimo posto in classifica.
  • Marcello Lippi. Stessa sorte, ma in nazionale. A dir poco terribile l’avventura nel mondiale 2010 in Sud Africa, conclusasi all'ultimo posto del girone. Tutto questo appena quattro anni dopo il trionfo di Berlino con la Francia;
  • Rafa Benitez. Chiudiamo questa speciale classifica con l'ex tecnico del Napoli. Al Real Madrid non ha certamente vissuto uno dei periodi più belli della propria carriera. Le prime esperienze da allenatore le ha trascorse in terra madrilena, come tecnico delle squadre giovanili, nelle quali si è ben distinto. L'approdo nel 2015, stavolta nelle vesti di primo allenatore, prospettava grandi ambizioni. Aspettative malamente terminate con l'esonero all’inizio dell’anno seguente. Al suo posto in seguito è arrivato un certo Zinedine Zidane, artefice del triplo trionfo in Champions, peraltro consecutivo.