Sono arrivate finalmente le sentenze sportive per Chievo e Parma. Le due società erano finite nel mirino della Procura federale per ragioni differenti, ma per entrambe si temeva comunque una stangata, con una probabile retrocessione in Serie B. I clivensi erano stati indagati per una serie di presunte plusvalenze fittizie effettuate con il Cesena tra il 2015 e il 2017 che, gonfiando il valore dei calciatori scambiati, avrebbero consentito ai veneti di generare ricavi intorno ai 25 milioni di euro. Per gli emiliani, invece, dopo il deferimento dell'attaccante Calaiò per tentato illecito, era scattata la responsabilità oggettiva.

Sono stati giorni e ore davvero calde e preoccupanti per le società e i rispettivi tifosi, soprattutto per i ducali, ritornati in Serie A dopo una lunga cavalcata cominciata dalla Serie D in seguito al fallimento della società. Il club veronese, invece, milita ormai da diverse stagioni nella massima serie, e durante lo scorso campionato è riuscito a salvarsi solo nelle ultime giornate.

Il Tribunale Federale Nazionale ha deciso di annullare il processo nei confronti del Chievo per un vizio procedurale, mentre il Parma potrà disputare la prossima Serie A, partendo da un -5 in classifica.

Sentenza Chievo: nessuna penalizzazione per i clivensi

Il Chievo del presidente Campedelli è riuscito a vincere la sua battaglia al Tribunale Federale, che ha annullato per "improcedibilità" il deferimento aperto dalla Procura per le plusvalenze fittizie.

I gialloblu, così, restano in Serie A senza alcuna penalizzazione. Stando alla sentenza emessa dai giudici di primo grado, il patron della società veneta doveva essere ascoltato dagli inquirenti prima del processo, ma questi non è mai stato convocato in Procura e, in seguito a questo vizio procedurale, il TFN ha deciso di annullare l'intero procedimento, rimandando gli atti alla Procura che, a questo punto, dovrà decidere se riaprire o meno le indagini.

Il Crotone, che sperava di poter subentrare al Chievo qualora fosse arrivata una retrocessione in Serie B, tramite i suoi legali ha chiesto di aprire in tempi brevi un nuovo processo, per evitare che la società calabrese possa andare incontro a "ingenti danni".

La Procura federale, infatti, potrebbe far partire un nuovo deferimento ma, in questo caso, seguendo i tempi tecnici, si arriverebbe alla partenza della nuova stagione, e se dovesse arrivare una condanna per il Chievo, naturalmente non potrebbe essere una retrocessione.

Festa Parma: emiliani in Serie A con 5 punti di penalizzazione

Anche il Parma, in seguito alla sentenza del Tribunale Federale Nazionale, può tirare un sospiro di sollievo. La squadra ducale, infatti, potrà disputare la prossima Serie A, partendo con una penalizzazione di 5 punti in classifica. Squalificato per 2 anni (più un'ammenda da 20mila euro) invece Emanuele Calaiò, in relazione a dei messaggi inviati ad alcuni colleghi dello Spezia, proprio prima della partita tra emiliani e liguri, fondamentale per la promozione del Parma nel massimo campionato. Il centravanti ha dichiarato di aver trascorso dei momenti difficili, poiché le accuse mosse contro di lui non fanno assolutamente parte della sua persona.

Per il Parma, l'accusa aveva chiesto 2 punti di penalizzazione da applicare sul campionato cadetto conclusosi da pochi mesi. Qualora fosse stata accettata questa richiesta, i ducali sarebbero rimasti in Serie B, e al loro posto la promozione sarebbe andata al Palermo.