Ci sono tanti italiani che domenica, in occasione della finale dei campionati mondiali di calcio di Russia 2018, hanno tifato Croazia per una mera antipatia e rivalità verso i galletti francesi. Ma ci sono anche alcuni italiani che hanno sostenuto Mandzukic e compagni per una fede convinta dettata dalle proprie origini. Tanto è vero che sulla sede del loro comune (italiano) sventola anche la bandiera croata.

Per chi non lo sapesse, infatti, ci sono alcuni comuni in Italia dove risiedono minoranze linguistiche croate. Ed è qui che abbiamo seguito la finalissima tra Francia e Croazia. Siamo in Molise, tra i tre comuni "croati" di Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise.

Un viaggio nella storia

I primi contatti tra le due terre risalgono al XIII secolo, ma è tra XIV e XV secolo che si registrò una grossa ondata migratoria dettata dall'espansione nella penisola balcanica degli Ottomani e la conseguente fuga di quelle popolazioni verso l'Italia.

I segnali della presenza croata sono tangibili. Non solo per le bandiere ben visibili su molti balconi attraversando le strade di Montemitro e tirate fuori per l'occasione, ma è nella toponomastica che balza agli occhi quella sensazione che per alcuni attimi ti fa sentire come se non fossi più in Italia. L'indicazione delle strade in doppia lingua, italiano e croato, balza subito agli occhi. Una piacevole meraviglia.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Mondiali Russia 2018

Croati nel cuore

Arriviamo un'ora prima della finalissima. A Montemitro l'aria è di grande attesa. Anche ad Acquaviva Collecroce dove tutti sono vestiti a scacchi biancorossi per sostenere l'amata Croazia. Man mano che si avvicina il fischio d'inizio i bar del paese si popolano di gente. Tutti insieme per il sogno di un popolo. Si parte. L'autogol di Mandzukic non spegne affatto gli entusismi. Il pareggio di Perisic, infatti, è accolto da un boato travolgente.

Seguono con passione i molisani-croati, non si scompongono nemmeno sul 2-1 arrivato con un rigore contestato. La delusione scende tutta d'un colpo. Le due reti francesi nella ripresa vanno a infrangere il sogno. Di amarezza ce n'è a fine partita. Ma, allo stesso tempo, tanto orgoglio per quella che rimane comunque un'impresa calcistica che ha portato la Croazia, con solo 4 milioni di abitanti, a giocarsi il titolo mondiale dei campionati di calcio.

I commenti dei croati-molisani sono un mix di delusione da un lato e fierezza dall'altro. E sono anche un mix di lingue. Perché è vero che quasi tutti parlano in italiano, ma la tradizione orale ha permesso di tramandare di generazione in generazione anche la lingua croata. Che in tante famiglie e nei rapporti interpersonali è ancora utilizzata. Per quell'asse che unisce il Molise a Zagabria e che i croati-molisani tengono a preservare.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto