Filmato inequivocabile, prova schiacciante: il Liverpool ha appena vinto una partita esemplare contro il West Ham nella prima giornata di campionato di Premier League e Mohamed Salah lascia Anfield Road sulla sua macchina armeggiando con il telefonino e prestando poca attenzione alla strada. Un gesto che in Inghilterra significa ritiro della patente.

È direttamente il Liverpool a fare scattare la sanzione

Prima ancora che ci pensi la polizia del Merseyside la dirigenza del Liverpool vede il video on line e prende l’iniziativa.

Convoca il giocatore in sede, lo striglia e gira il filmato alla polizia per i provvedimenti del caso. Poi dirama tramite l’ufficio stampa una dichiarazione sintetica: “Abbiamo preso questa iniziativa di comune accordo con il giocatore e senza alcuna discussione. Abbiamo spiegato alle forze dell’ordine in quali circostanze il video è stato registrato. La questione è interna, riguarda solo il club e l’atleta e non ci saranno altre dichiarazioni o commenti nemmeno sugli eventuali provvedimenti che ne potrebbero scaturire”.

Il Liverpool, come è successo in passato con giocatori che avevano esagerato in qualche uscita al pub o che avevano litigato durante qualche allenamento, potrebbe imporre al giocatore attività di comunicazione sociale e benefica.

Guida e telefonino in mano: episodi che fanno discutere

In Italia proprio in queste ore si sta parlando di una probabile recrudescenza delle sanzioni per chi guida con il telefonino all’orecchio: niente più decurtazione di punti ma ritiro della patente con l’obbligo di frequentare corsi e ridare l’esame.

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Smartphone Fiorentina

In Inghilterra la situazione è del tutto simile, anzi… forse anche più severa. Le norme prevedono che anche se la macchina è ferma, e la berlina di Salah lo era mentre il giocatore armeggiava sullo Smartphone, ma ha le chiavi inserite e il motore acceso, è come se fosse in marcia. E dunque scatta il ritiro della patente. Cosa che adesso rischia anche Salah. C’è da dire che moltissimi giocatori, nonostante bluetooth, auricolari e ogni genere di display elettronico sulle astronavi che possono permettersi di guidare, fingono di parlare al telefonino per non dovere rispondere alle richieste di autografi dei fan che stazionano in pellegrinaggio fuori dallo stadio o dal campo di allenamento.

Tant’è che in un secondo momento si è scoperto che il video sarebbe stato girato proprio da Rob Wylie, un cacciatore di autografi deluso di non essere riuscito a farsi firmare la maglia del giocatore: in sottofondo si sente anche un suo commento audio… “è davvero un uomo orribile”. Wylie è un venditore di autografi e memorabilia: si organizza con la videocamera per dimostrare la genuinità dell'articolo e fa firmare ai calciatori di tutto: maglie, programmi, sciarpe.

Poi le vende on line su un proprio sito che dopo l'accaduto è stato messo "in manutenzione". I testimoni che erano presenti alla scena sono convinti che Salah lo abbia voluto ignorare. Molti atleti non sopportano i cacciatori di autografi professionisti. Ma basta fare una ricerca e si trovano dozzine di immagini di Salah con tifosi o mentre firma autografi.

Mohamed Salah, un idolo per i tifosi del Liverpool

E dire che Salah era stato uno dei grandi protagonisti della vittoria con gli Hammers: i supporter della Kop lo adorano, magari anche troppo. Un giovane tifoso a un certo punto ha saltato i cartelloni pubblicitari e ha fatto irruzione in campo per abbracciarlo: Salah aveva allontanato gli steward accompagnando il ragazzo sotto braccio fino ai bordi del campo abbracciandolo.

La maglia di Salah è la più venduta tra quelle dei Reds e il giocatore si è sempre dimostrato di una disponibilità straordinaria: a Dublino era rimasto quasi due ore tra i fan per scattare foto e firmare autografi. Salah è ovviamente il più richiesto anche nei meet and greet, gli incontri live con i fan: ne effettua almeno uno alla settimana. Resta la questione del telefonino usato in modo maldestro e imperdonabile che gli costerà una fortuna in taxi e autisti per i prossimi mesi ma a giudicare dal suo stipendio, 135mila euro versati ogni venerdì, non dovrebbe essere un problema. Gli costerà molto di più il rischio di non potersi godere il suo parco auto che conta due Range Rover Evoque, una Overfinch (altro lussuoso marchio Rover), una Porsche sportiva e una Cayenne, una Audi Q7, una Aston Martin, una Lamborghini Aventador e una spettacolare Ferrari.

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