Che il Bayern non potesse sempre vincere era logico, come dimostrato dal pareggio con l’Augusta dello scorso 25 settembre, ma che gli uomini di Kovac potessero uscire sconfitti dal terreno dell’Hertha Berlino nessuno se lo aspettava. La sola lettura della distinta delle formazioni evidenzia in ogni partita il divario tecnico che divide i bavaresi dalle restanti squadre militanti in Bundesliga e non è un caso se la squadra di Monaco viene da 6 campionati vinti consecutivamente. La partita di ieri a Berlino, però, ha visto soccombere Lewandowski e i suoi compagni sotto i colpi della formazione di casa.

Hertha: la rinascita parte dalla vittoria sul Bayern

Nella rosa della squadra della capitale non compaiono nomi altisonanti se non quello di Salomon Kalou, ala ivoriana con trascorsi nelle fila del Chelsea. Nonostante ciò, la squadra di Berlino è partita molto bene in questa stagione grazie alla rinascita di Ibisevic, esperto attaccante bosniaco (34 anni) che in carriera vanta una comparsata nelle file del PSG in Francia ed un'onesta militanza in formazioni tedesche non di primissima fascia come Hoffenheim e Stoccarda, ed al giovane trequartista Duda. Guardando i tabellini, notiamo che 9 dei 12 gol messi a segno dall’Hertha Berlino nelle prime sei giornate del campionato riportano il loro nome e non è un caso se la vittoria sul Bayern è giunta grazie alle loro marcature.

Le due sberle al 23’ e del 44’ hanno steso la squadra di Kovac, nonostante le statistiche della partita mostrino quanto il pallino del gioco non sia stato nelle mani dei berlinesi. Ad influire sul risultato la sterilità offensiva e la poca concentrazione del reparto arretrato del Bayern Monaco, che non ha saputo reagire all’uno-due devastante della squadra allenata da Dardai, ora in vetta a pari punti (ma seconda per differenza reti) con Lewandowski e Co.

Una società dall'esistenza travagliata

L’Hertha Berlino è denominata La Vecchia Signora, al pari della Juventus, ma fra le due compagini non vi è altra somiglianza se non quella determinata dal soprannome . Se i bianconeri sono anche i più vincenti in campionato, la squadra teutonica compare soltanto due volte nell’albo d’oro della Bundesliga.

Pochi sono i trofei che riempiono la bacheca della squadra di Berlino che solo da alcuni anni è tornata ad occupare le zone alte della classifica, dopo varie annate che l’hanno vista protagonista di un continuo saliscendi fra Bundesliga e Zweite Liga.

La vittoria di ieri rappresenta quindi una piccolo punto di partenza per la squadra biancazzurra, dopo anni di delusioni e di mancato sostegno da parte del proprio pubblico che mai ha percepito la propria passione per i colori biancazzurri dell’Hertha.

Per comprendere la causa di ciò bisogna indietreggiare fino agli anni della Guerra Fredda, nel periodo in cui la città di Berlino era spaccata in 4 zone di influenza straniera a loro volta suddivise in due parti, il territorio della Repubblica Federale di Germania e quello della Repubblica Democratica Tedesca.

Lo scontro fra il filone occidentale e quello sovietico coinvolse anche la città di Berlino a livello territoriale e anche in ambito calcistico. Proprio a causa degli avvenimenti storici che sconvolsero la città, alla squadra dell’Hertha fu negato il tesseramento di giocatori appartenenti alla sponda democratica. In seguito a tale divieto la squadra ricorse al tesseramento illegale di altri giocatori e per tale motivo fu retrocessa in terza divisione. Al contempo sul fronte dei tifosi le cose non andavano meglio, data la maggior passione espressa dagli abitanti di Berlino nei confronti dell’Union e della Dinamo. A partire da quel periodo l’Hertha non è mai entrato completamente nei cuori degli abitanti della capitale ma chissà, con possibili buoni risultati in casa biancazzurra le cose potrebbero variare.

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