Da buon imprenditore Aurelio De Laurentiis si è sempre interessato in modo particolare alle questioni economiche che circondano il mondo del calcio e dei club in particolare. Il presidentissimo dei partenopei ha sempre avuto un'attenzione meticolosa per le questioni finanziarie.

Il numero uno di FilmAuro e patron del Napoli ha ribadito il concetto durante le interviste prima del match di Europa League col Salisburgo, e anche stavolta gli argomenti privilegiati sono stati i fatturati e di conseguenza la disparità in tal senso fra la società napoletana e i top club internazionali.

Per essere competitivo dovrei indebitarmi

Il metro di paragone è sempre la Juventus, e come dargli torto, visto il gap che in questa stagione fra le due squadre è molto più evidente che in passato. De Laurentiis ne fa un problema di natura normativa e afferma che, rispettando le norme vigenti, l'unico modo per poter giocare ad armi pari con i top club internazionali sarebbe l'indebitamento, in virtù di una forbice ancora ampia fra i fatturati delle varie squadre di vertice.

Secondo il presidente del Napoli anche la Juventus dovrebbe seguire la strada delle manovre in deficit, visto che, gli introiti della società di Agnelli sarebbero ancora ben lontani da quello di altre realtà continentali.

'Sono un virtuoso, non mi sono mai indebitato se non con me stesso'

Il presidente continua nel proprio ragionamento lasciandosi andare a un passaggio più autoreferenziale. De Laurentiis si considera infatti un virtuoso in quanto, la stella polare della sua gestione sarebbe appunto non fare debito e afferma: "l'unico debito che ho contratto è con me stesso quando misi 100 milioni miei nella società per risalire subito in Serie A".

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Juventus Serie A

Riguardo ai regolamenti il presidente azzurro è caustico e sostiene che nessuno dei vertici di Lega abbia compreso l'importanza dei paletti che dovrebbero normare la competitività delle varie società.

"Si continua a dire che le squadre siano dei tifosi, come è ovvio, lavoriamo per loro, ma dall'essere tifoso a proprietario di una squadra ce ne passa", tuona De Laurentiis, che aggiunge di essersi ritirato dall'organizzazione delle universiadi a Napoli proprio per la mancanza di una veduta manageriale.

In conclusione ADL si fa più tagliente e lancia una stilettata alla poiltica legata al mondo del pallone: "C'è chi non è in grado di scegliere fra giusto e sbagliato e allora segue la massa. Al populista servono gli elettori per passare dai comuni alle regioni".

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto