La squadra rossoblu, ora guidata da Sinisa Mihajlovic, ha ribaltato in poche giornate una situazione che pareva disperata, migliorando notevolmente le proprie prestazioni in campionato e assicurandosi la permanenza per la prossima stagione in Serie A.

Dalla disfatta alla rivincita

I punti in classifica ora possono dare sicurezza alla squadra del capoluogo emiliano, che può guardare con più tranquillità alla prossima stagione.

Il tecnico serbo è riuscito a stravolgere in positivo una situazione che sembrava aver destinato i rossoblu al capolinea e alla retrocessione in serie B.

E invece, ecco che l'ex giocatore di Inter e Lazio ed ex allenatore del Milan, con un paio di strigliate alla squadra e qualche cambio nel modulo e tra i titolari è riuscito a ridare vigore a giocatori che sembravano ormai allo sbando, riuscendo a riportare al gol un attaccante come Mattia Destro, il quale non segnava da un anno ormai.

E che ora è ritornato punto focale dell'attacco. Un giocatore che era stato messo da parte da Inzaghi nel suo periodo come mister della squadra capitanata in via ufficiale da Blerim Dzemaili.

Differenze nell'assetto

Inzaghi si affidava a un classico 3-5-2: l'attacco era formato dal duo Santander-Palacio, sostenuti da Poli/Dzemaili e Svanberg/Krejci mezzali, Nagy in mediana, Mattiello e Mbaye/Dicks sugli esterni.

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Serie A

La difesa a tre era composta da Helander/De Maio, Danilo e Calabresi davanti a Skorupski.

Con l'avvicendamento di allenatore c'è stato un evidente cambio di modulo e di assetto tattico. Mihajlovic infatti ha dimostrato di preferire maggiore equilibrio tra i reparti, compattando la difesa e lasciando un solo attaccante, riassettando il centrocampo in un 4-2-3-1 più stabile e dando spazio anche a giocatori che con Inzaghi ne avevano trovato poco.

La composizione della squadra titolare, difatti, cambia non di poco: dopo un inizio non proprio convincente, Destro è diventato perno del reparto offensivo, con Palacio spostato alle sue spalle insieme a Soriano e Orsolini. Più arretrato ancora viene posizionato il duo Poli-Pulgar. Difesa a quattro con Dijks, Lyanco, Danilo e Mbaye davanti alla porta difesa da Skorupski.

Il Bologna di Inzaghi, in fase di attacco, prediligeva la verticalizzazione veloce per gli attaccanti, anche con lanci lunghi da parte del portiere.

In alternativa si cercava di sviluppare il gioco per catene laterali, coinvolgendo in maniera frequente le mezzali e gli esterni, sempre pronti a servire gli attaccanti in profondità. Alla manovra partecipavano anche i centrali difensivi. La squadra aveva comunque un atteggiamento attendista, con una difesa attenta e con buona capacità di transizione.

Con Mihajlovic, nelle ripartenze la punta si inserisce tra le due linee di centrocampo e difesa e mentre un difensore porta palla i tre centrocampisti avanzano avendo molto spazio poiché i loro corrispettivi avversari arretrano per tenere d'occhio l'attaccante rossoblu e dare una mano alla difesa in caso di necessità.

in questo modo si crea una situazione di 4 contro 3 favorevole ai rossoblu. Non appena la palla viene riconquistata, quindi, si ha un'azione corale d'attacco. Con Mihajlovic, la squadra apprende una capacità maggiore nel notare e sfruttare le difficoltà e debolezze avversarie.

Questa differenza sostanziale ma evidente, si rispecchia nei risultati:

Con Inzaghi, i rossoblu hanno totalizzato 2 vittorie in 21 partite; pertanto solo 6 punti su 62 disponibili.

Con Mihajlovic, invece, si sono conseguiti 16 punti nelle ultime 7 partite, tra cui un 3-3 spettacolare contro la Lazio nell'ultima giornata disputata, dove si è messo in evidenza un Mattia Destro in gran forma.

Ci sono tutte le premesse insomma per giocare un buon campionato nella prossima stagione. E con anche solo un paio di acquisti ben calibrati, forse c'è anche la possibilità di superare la metà della classifica in almeno una delle prossime stagioni.

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