La Juventus è ancora a caccia dell'erede di Massimiliano Allegri. Le sperequazioni della stampa le hanno accostato diversi profili, ma quello più credibile sembrerebbe essere Maurizio Sarri, attuale tecnico del Chelsea, con il quale ha vinto l'Europa League. L'allenatore di Valdarno ha rilasciato un'intervista a Vanity Fair, durante la quale ha parlato del suo rapporto con il Napoli, delle idee di gioco e della voglia di tornare nella sua Toscana.
L'affetto per il Napoli
In primo luogo, l'ex banchiere ha espresso il suo affetto nei confronti dei napoletani, per rispetto dei quali ha scelto di lavorare al Chelsea, ma i percorsi professionali nel tempo possono portare in lidi antitesi, ma anche questo farebbe parte del gioco.
La fedeltà per Maurizio è dare il 110% nel momento in cui operi nel club. Il contratto con una società è come un matrimonio, infatti quando si divorzia non può più esserci un rapporto di fedeltà. L'ultima bandiera è stata Francesco Totti, da ora in avanti questi esempi di attaccamento alla maglia non si verificheranno più. Si è appena conclusa la stagione e molti allenatori dei top club di Serie A sono stati esonerati. Sarri non è d'accordo sul modus operandi dei dirigenti e dei tifosi che vogliono la vittoria a tutti i costi, rinnegando i meriti dei professionisti che popolano le panchine: "Il concetto di vittoria ad ogni costo, un'estremizzazione che annebbia le menti dei tifosi e di alcuni dirigenti".
Il secondo posto per il tecnico dei blues è un risultato importante.
Ritorno alle radici
L'ex Napoli, a sentire le sue dichiarazioni, è molto legato alle sue radici. In quest'anno vissuto oltremanica ha sentito molto la mancanza dell'Italia, degli amici e degli anziani genitori che vede raramente. Nonostante la malinconia per il Belpaese, bisogna seguire la professione perché con l'età che avanza non avrà ancora molti anni per continuare a fare questo lavoro che assorbe molte energie. Gli addetti ai lavori hanno battezzato il modo di stare in campo di Maurizio, "Sarrismo". A tal proposito, l'intervistato pensa che è solo un modo di giocare, nato dalle batoste subite nell'arco della carriera: "Nasce dagli schiaffi presi.
L'evoluzione è figlia delle sconfitte". Le mancate vittorie per l'ex Napoli, sono motivo di riflessione e servono per crescere e migliorare. L'allenatore di Valdarno preferisce un abbigliamento informale antitetico allo stile Juve, ma non sembrerebbe così restio a cambiare look: "Se la società m'imponesse di andare vestito in altro modo, dovrei accettare". All'attuale guida tecnica dei blues vengono attribuite molte superstizioni, ma lui pensa di non averne poi tante e molte di quelle che praticava le ha abbandonate, grazie alle vittorie maturate in carriera e pensa che in futuro le lascerà tutte.