L’annata calcistica in Italia è iniziata da qualche settimana e già si fanno i primi bilanci sulle prestazioni dei giocatori. In casa Juventus ad un Cristiano Ronaldo molto a suo agio nel nuovo schema tattico di Maurizio Sarri, si contrappone un Federico Bernardeschi per nulla convincente, incapace di fare la differenza né tra i bianconeri, né tantomeno in Nazionale. Giudicare a inizio stagione sarebbe prematuro, ma che per l’ex viola sia stato un avvio deludente di quello che sarebbe considerato l’anno della sua consacrazione è fuori di dubbio.

Il trend negativo

Tra gli uomini di Sarri, lui è considerato il dodicesimo uomo e starebbe rischiando di perdere ulteriori posizioni. Nelle prime due di campionato ha totalizzato una manciata di minuti (7 più recupero) contro il Parma, mentre nel big match con il Napoli non ha messo piede in campo. Anche in Nazionale, dove giovedì sera contro l’Armenia è stato schierato dal primo minuto con la 10 sulle spalle, è stato autore di una prestazione anonima, sottolineata dal ct Roberto Mancini deluso anche dal figlio d’arte: "Chiesa e Bernardeschi devono fare di più”, questo il pensiero dell’allenatore.

Il numero 33 bianconero ha mostrato lentezza di pensiero e di esecuzione ed un ritardo nella condizione fisica. L’unico suo acuto è stato un tiro che ha colpito la traversa più per imprecisione che per sfortuna. Domenica contro la Finlandia la sua presenza dal fischio d’inizio non sarebbe così scontata. Il carrarino sembrerebbe aver lo stesso trend negativo della scorsa stagione conclusa con il magro bottino di due gol a fronte dei quattro realizzati nel suo primo anno in bianconero.

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Juventus Serie A

La prestazione migliore nella stagione 2018-2019 l’ha offerta nell’ottavo di ritorno di Champions League all’Allianz Stadium con l’Atletico Madrid e poi è stato un progressivo calando, dato negativo per un venticinquenne in cerca della definitiva consacrazione, eppure il nuovo allenatore bianconero l’ha sempre apprezzato molto, fin dai tempi non sospetti del suo approdo sotto la Mole.

La lotta per una maglia

Al suo ingresso alla Juventus, l’ex Napoli e Chelsea ha manifestato il suo progetto per Bernardeschi che è quello di specializzarsi in un ruolo bene definito, abbandonando il nomadismo in campo a cui l’aveva sottoposto Massimiliano Allegri.

Un mese fa l’ex viola ha confermato in un’intervista che il suo ruolo nel 4-3-3 sarebbe stato quello di esterno destro, anche se lui sottolinea di trovarsi a suo agio anche come trequartista nel 4-3-1-2, ma in questo modulo davanti a lui ci sarebbe Aaron Ramsey, specialista del settore o addirittura Dybala. Le sue performance negative rischiano di relegarlo sempre più in panchina perché nel ruolo di esterno destro, davanti a lui c’è Douglas Costa, mentre in quello di mezzala, sperimentato con Allegri, avrebbe traffico ancora maggiore con due maglie da titolare per sei giocatori escludendo Rodrigo Bentancur, destinato a fare le veci di Miralem Pjanic.

Per il posto di esterno di centrocampo dovrà fare i conti soprattutto con Emre Can che agguerrito per l’esclusione dalla Champions League, vorrebbe almeno guadagnarsi un ruolo da titolare in campionato. Si annunciano tempi duri per Bernardeschi che dovrà ritrovare freschezza e lucidità per ritagliarsi il suo spazio nell’affollato organico bianconero.

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