Quando il 29 novembre del 1899 un gruppo di calciatori svizzeri e britannici guidati da Joan Gamper diedero vita al Futbol Club Barcellona non potevano immaginare che sarebbero stati ricordati come i creatori di una leggenda. Sono trascorsi 120 anni, nella bacheca della società catalana sono finiti 26 titoli di Spagna, 30 coppe nazionali, 13 Supercoppe spagnole, 5 Coppe dei Campioni-Champions League, 4 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe Uefa, 3 Mondiali per club e 3 Coppe delle Fiere. Il Barcellona oggi è tra le squadre più tifate a livello mondiale e può vantare di aver vestito di blaugrana numerosi calciatori considerati oggi tra i più forti di ogni epoca.

Fare una Top 11 all times di qualunque grande club non è mai facile, si rischia sempre di lasciare fuori diversi grandi campioni. L'istinto è quello di metterne dentro il più possibile, magari adattandoli a ruoli diversi da quelli svolti in realtà sul campo. Con il Barcellona è ancora più difficile, perchè davvero l'elenco dei fuoriclsse che hanno militato in Catalogna è lunghissimo. Ci proviamo, cercando di creare una formazione che ovviamente risulta molto offensiva (come nella tradizione del club), ma presenta comunque un certo equilibrio tra i ruoli. Se i nomi di questo 'Barcellona dei sogni' sono davvero 'mitologici', altrettanto leggendaria è la lista degli esclusi.

Modulo: il 3-3-1-3 o 'forcone'

Il modulo ipotizzato è un 3-3-1-3 che ai 'profani' potrebbe sembrare uno schieramento da fantacalcio. In realtà le sue origini sono antiche, definito comunemente 'forcone' venne adottato da Nereo Rocco come alternativa al celebre 'catenaccio', ma sarà Louis Van Gaal a sdoganarlo a livello internazionale con l'Ajax negli anni '90 (a Barcellona il tecnico olandese opterà per la variante 2-3-2-3).

Difesa: 'Rambo' Koeman punto di riferimento

Titolare tra i pali abbiamo scelto Antoni Ramallets, pilastro del Barcellona dal dopoguerra fino ai primi anni '60 e vincitori di 6 campionati, 4 Coppe di Spagna e 2 Coppe delle Fiere.

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Champions League

Nella difesa a tre spicca la duttilità di Ronald 'Rambo' Koeman a cui è legata la prima Coppa dei Campioni vinta dai blaugrana nel 1992. Accanto all'olandese non sfigurano certamente Carles Puyol, perno difensivo dello squadrone dominante in Spagna ed in Europa nel primo decennio degli anni 2000, e Joan Segarra, bandiera blaugrana per oltre un decennio, dal 1950 al 1964.

Un super centrocampo ed il genio sulla trequarti

Il centrocampo sarebbe certamente tra i più forti che si possano schierare in oltre un secolo di storia del calcio.

Il 'forcone' prevede un rombo dove il mediano non può essere altri che Johannes Neeskens, fuoriclasse olandese che, nella sua esperienza a Barcellona, è stato capace di identificarsi con la cultura catalana e farla propria, tanto da diventare amatissimo dalla tifoseria. In Spagna giocò cinque campionati, dal 1974 al 1979. Ai lati del rombo due perni di un Barcellona più contemporaneo come Xavi e Andres Iniesta, capaci di conquistare l'Europa ed il mondo con la maglia blaugrana e con la nazionale spagnola.

Sulla trequarti c'è il genio puro di Diego Armando Maradona: in realtà 'El Pibe de Oro' ha disputato due campionati sofferti in blaugrana, nelle stagioni 1982/83 e 1983/84, condizionati da seri problemi fisici. Le volte che è stato in campo ha fatto comunque la differenza (38 gol in 58 gare ufficiali) e, sinceramente, trattandosi di Maradona è praticamente obbligatorio metterlo in qualunque Top 11, sebbene la sua partenza dalla Catalogna non abbia lasciato troppi rimpianti.

Un tridente da sogno

Passiamo al reparto avanzato, un tridente assolutamente 'alieno'.

In posizione centrale Laszlo Kubala, tre nazionalità (Ungheria, Cecoslovacchia e Spagna) per lo 'zingaro' che ha incantato l'esigente pubblico catalano per un decennio, dal 1951 al 1961: 186 presente e 131 reti, chi lo ha visto giocare lo definisce il miglior calciatore che abbia mai vestito la maglia del Barcellona a cui, tra l'altro, è stato dedicato un monumento nel parco del Camp Nou. Largo a destra c'è Johan Cruyff, il 'profeta del gol', il fuoriclasse che nella stagione 1973/74 riportò il Barcellona a vincere il campionato spagnolo dopo un'astinenza di 14 anni ed al quale, dopo la prematura scomparsa, è stato dedicato un altro monumento.

A sinistra, ovviamente, non può mancare Leo Messi, l'uomo dei record: 700 presenze in competizioni ufficiali, oltre 600 gol, ha vinto e stravinto tutto. La 'pulce', meglio di chiunque altro, è il simbolo della storia contemporanea del club.

La Top 11 degli esclusi

Come abbiamo anticipato, in questa Top 11 mancano davvero tanti fuoriclasse che non possiamo non citare. Pertanto è il caso di fare una Top 11 bis inserendo soltanto gli esclusi eccellenti ed anche qui c'è l'imbarazzo della scelta. Proviamo con lo stesso modulo e con Andoni Zubizzareta tra i pali, Albert Ferrer, Gerard Piqué e Migueli in difesa.

Nel rombo di centrocampo mettiamo Pep Guardiola vertice basso, Luis Suarez (il regista e perno della Grande Inter) e Sergi Busquets ai lati ed in posizione da trequartista il talento funambolico di Ronaldinho. In attacco il tridente composto da Hristo Stoichkov, Ronaldo e Romario. Sarebbe una formazione all times un po' ovunque, ma a Barcellona i fuoriclasse immensi sono stati sempre di casa da 120 anni a questa parte. Fermo restando che si dovrebbero costruire altre squadre per trovare posto ai vari Hugo Sotil, Luis Suarez (il pistolero uruguaiano), Hans Krankl, Bernd Schuster, Samuel Eto'o, Cesar Rodriguez, Rivaldo...

L'elenco rischia di diventare infinito.

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