Un viaggio nel tempo che parte da Sindelar e Bican, passando per Meazza e Valentino Mazzola, Nordhal e Liedholm, Moreno e Pedernera, fino ad arrivare a Puskas, Eusebio e Pelé. Abbiamo fatto un elenco di alcuni miti immortali nel calcio, capaci di lasciare un segno indelebile scrivendone la storia. Ma questi giocatori hanno un filo quasi impercettibile che li lega, al quale soltanto gli appassionati di storia del calcio hanno fatto caso. Il giornalista Niccolò Mello è uno di questi e da qui nasce la sua terza fatica letteraria: 'Stelle di David. Come il genio ebraico ha rivoluzionato il calcio'.

Il libro racconta di come, per l'appunto, il 'genio ebraico' di allenatori come Hugo Meisl, Arpad Weisz, Imre Hirschl, Ernest Erbstein e Bela Guttman hanno contribuito a gettare le basi del calcio moderno. Il volume edito da Bradipolibri verrà presentato a Milano il prossimo 13 dicembre alle ore 18 alla Libreria Odradek in via Principe Eugenio. Insieme all'autore interverranno lo scrittore Jo Araf ed i giornalisti Roberto Beccantini e Giancarlo Padovan.

L'evoluzione del calcio secondo il genio ebraico

Il patrimonio che questi tecnici hanno lasciato al mondo del calcio è incalcolabile.

Sono nomi che a molti giovani diranno poco o nulla, ma per chi ama realmente il calcio sono praticamente 'nomi di famiglia'. Hugo Meisl fu l'allenatore ebreo-boemo padre del Wunderteam, la leggendaria Austria degli anni '30 che giocava un calcio davvero moderno e raffinato per quell'epoca. Arpad Weisz ebbe il merito di lanciare Giuseppe Meazza e di coniugare metodo e sistema, le due filosofie calcistiche in voga negli anni '30: vinse il primo campionato a girone unico della storia calcistica italiana con l'Ambrosiana-Inter, avrebbe vinto altri due scudetti a Bologna.

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La sua storia personale, purtroppo, si interseca con le persecuzioni naziste, Weisz finirà i suoi giorni ad Auschwitz. Come dimenticare poi Imre Hirschl, l'allenatore che in Argentina ha dato il via al River Plate più forte di ogni epoca, quello consegnato alla mitologia calcistica con il soprannome de 'La Maquina'. E ancora, Ernest Erbstein, l'allenatore del Grande Torino, Lajos Czeizler che riportò il Milan ai vertici del calcio italiano con il trio svedese Gre-No-Li e Bela Guttman che, insieme al tecnico della Grande Ungheria, Gustav Sebes, contribuirà in maniera definitiva a scavare le fondamenta del calcio moderno e salirà sul tetto d'Europa con il Benfica.

Ma ci sono anche altri nomi: Lippo Hertzka per primo costruì un grande Real Madrid negli anni '30, Izidor Kurschner che possiamo considerare tra i 'teorici' che contribuirono alla crescita del calcio in Brasile nello stesso periodo. Brasile che, al tempo di Pelé con l'evoluzione-rivoluzione data dall'inserimento del quarto difensore, decreterà la fine della 'diagonal' e l'approdo al 4-2-4 con il quale la selecao costruirà la sua leggenda e vincerà tre titoli mondiali. Al genio di questi uomini ed a quello di altre 'stelle di David' è dedicato il libro di Niccolò Mello.

L'autore

Per Niccolè Mello, come già ricordato, si tratta della terza opera dedicata alla storia del calcio. Sempre per Bradipolibri ha pubblicato nel 2015 'Salvate il soldato pallone', in cui racconta le vicissitudini di 11 coppie di calciatori coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale, mentre nel 2017 è uscito 'Quando il calcio era Celeste' un omaggio all'Uruguay degli invincibili, lo squadrone che a cavallo tra gli anni '20 e '30 conquistò due titoli olimpici ed il primo Mondiale del 1930 a Montevideo.

Giornalista professionista, nato a Biella nel 1982, lavora per il bisettimanale 'Il Biellese' ed è il creatore di un bellissimo blog, Rovesciatavolante, in cui rivisita e racconta vecchie partite con tanto di pagelle: una vera chicca per gli appassionati.

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