Un commissario tecnico 'illuminato' alla guida di una generazione di talenti, probabilmente la miglior generazione calcistica nella storia del calcio francese anche se quelle successive si sarebbero fregiate di ben due titoli mondiali. Ma la rinascita parte dai tempi di Michel Hidalgo, l'uomo che nel 1976 prende il posto di Stefan Kovacs sulla panchina de Les Bleus e che saprà portare i 'galletti d'oltralpe' ai vertici dei calcio internazionale, vette che la Francia non aveva mai raggiunto nella sua storia.

Hidalgo non c'è più, è deceduto all'età di 87 anni dopo una lunga malattia che lo aveva debilitato. Una scomparsa che non sarebbe legata all'emergenza sanitaria in atto in questi giorni.

Giocò la prima finale di Coppa dei Campioni

Michel Hidalgo era nato a Leffrinckoucke, piccolo comunque dell'Alta Francia non molto lontano da Dunkerque, il 22 marzo del 1933: l'ex CT aveva dunque da pochi giorni festeggiato il suo 87esimo compleanno. La sua carriera da calciatore inzia con il Le Havre nei primi anni '50, ma è soprattutto con lo Stade de Reims che si prende le sue migliori soddisfazioni.

Il club biancorosso vince infatti il titolo nella stagione 1954/55 e nell'annata successiva va a disputare la prima edizione della Coppa dei Campioni dove giunge fino alla finalissima di Parigi contro il Real Madrid. Hidalgo gioca ala destra in un tridente il cui punto di riferimento centrale è il mitico Raymond Kopa, i blancos faticano per aver ragione degli animosi transalpini che si portano addirittura sul 2-0 prima di essere rimontati sul 2-2 dallo squadrone di Di Stefano e Gento.

Nella ripresa proprio Hidalgo porterà in vantaggio il Reims, prima delle reti di Marquitos e Rial che fisseranno il punteggio sul 4-3 per gli spagnoli. La finale di Parigi è il punto più alto della carriera da calciatore di Michel Hidalgo che, comunque, vincerà altri due titoli francesi e due Coppe di Francia con la maglia del Monaco. Appende le scarpette al chiodo nel 1966, per lui anche una presenza in nazionale in un'amichevole contro l'Italia giocata a Firenze nel 1962 e vinta 2-1 dagli azzurri.

I successi del 'calcio-champagne'

Michel Hidalgo non ha una grossa esperienza in panchina quando nel 1976 viene scelto per guidare la nazionale al posto di un 'santone' come Kovacs che aveva vinto tutto alla guida dell'Ajax. Approfittando della crescita di un calcio che non sforna grandi talenti dai tempi di Fontaine e Kopa, l'ex ala dello Stade de Reims ricostruisce Les Bleus: sono gli anni in cui fioriscono i vari Michel Platini, Dominique Rocheteau, Marius Trésor e Alain Giresse, la Francia si qualifica per i Mondiali argentini del 1978 dove esce al primo turno in un girone di ferro insieme ad Argentina, Italia ed Ungheria, tuttavia si fa apprezzare per un buon calcio.

Quattro anni dopo, al Mondiale di Spagna s'impone come squadra rivelazione e giunge fino alle semifinali, dove sfiora l'accesso all'ultimo atto, perdendo un match rocambolesco con la Germania Ovest ai calci di rigore dopo aver sprecato un doppio vantaggio di 3-1 nei supplementari: si classificherà quarta, sconfitta nella finale del terzo posto dalla Polonia, ma il 'calcio-champagne' sfoderato dai francesi è promosso come il gioco più spumeggiante del torneo insieme a quello del Brasile. A vincere il titolo, come ben sappiamo, è la solida Italia di Enzo Bearzot.

Nel 1984 la Francia gioca in casa il campionato europeo, Hildago guida dalla panchina un'infernale macchina da calcio che realizza 14 reti in cinque gare di cui 9 portano la firma dello scatenato Platini e vince il titolo continentale battendo 2-0 in finale la Spagna.

Si tratta del primo trofeo internazionale conquistato dalla nazionale francese: Hildago lascia la panchina transalpina da campione d'Europa, sostituito da Henri Michel. Negli anni successivi rivestirà il ruolo di manager all'Olympique Marsiglia, fino al 1991.

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