Il nuovo coronavirus ha colpito anche Giuseppe Bergomi, che ha dichiarato di essere risultato positivo al test sierologico. L'annuncio è arrivato dallo stesso ex calciatore dell'Inter, che in una diretta Instagram con l'amico Ciccio Valenti ha ripercorso tutta la sua vicenda a partire dall'8 marzo scorso, giorno in cui sono apparsi i primi sintomi.

Bergomi nella diretta: 'Tutto è iniziato a marzo'

L'ex campione nerazzurro ha raccontato, in una diretta Instagram insieme a Giacomo Ciccio Valenti, la sua storia da quando tutto è partito, ovvero dagli inizi di marzo: "Inizialmente, ho avuto problemi all'olfatto e alla schiena, ma mai dei problemi respiratori".

Bergomi è andato avanti nel suo racconto, rivelando alcuni dettagli particolari: "Non avevo la febbre, ma avevo sempre freddo, al punto tale che mi sono fatto portare due stufette per riscaldarmi". L'ex calciatore interista ha dichiarato che il suo primo pensiero era quello di aver contratto una normalissima e banalissima influenza, avendo una sintomatologia che portava in quella direzione, con dolori sparsi in tutto il corpo, malessere generale e senso di fiacchezza costante. Tuttavia, la cosa si è risolta dopo circa 25 giorni, quando i dolori sono scomparsi in maniera spontanea.

Il test sierologico e la positività agli anticorpi

Nel corso della conversazione con Ciccio Valenti, Beppe Bergomi ha rivelato come è venuto a conoscenza della sua positività al virus: "Ho fatto un test sierologico che ha evidenziato la mia positività all'ICG, ma la negatività all'IGM, in pratica ho gli anticorpi del Coronavirus".

Bergomi ha poi continuato dichiarandosi fortunato, adesso, ad avere gli anticorpi, anche se è stato spiegato dai sanitari all'ex calciatore che questi non lo proteggono al 100% da una recidività; se il virus dovesse tornare, la carica virale dovrebbe manifestarsi in una forma più lieve.

Bergomi ammette: 'Ho sottovalutato il virus'

Beppe Bergomi adesso sta bene e si è completamente ripreso, ma questo non lo giustifica dall'esser stato, per sua stessa ammissione, troppo superficiale nella valutazione del problema: "Devo dire che sono stato uno stupido, sono stato a contatto il 21 febbraio con un malato di polmonite, poi il 26 sono andato a Napoli a commentare la partita di Champions League Napoli - Barcellona, inoltre mi sono spostato a Perugia".

Bergomi ammette, quindi, di aver sottovalutato il problema all'inizio, e di essere entrato in contatto con troppe persone. Infatti, i suoi sintomi sono iniziati ad inizio marzo, circa quindici giorni dopo tutti i suoi spostamenti.

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