Alla vigilia del derby milanese, una tremenda notizia scuote l'Inter e l'intero calcio italiano. Mauro Bellugi ha perso la sua battaglia ed è deceduto all'età di 71 anni, recentemente aveva subito l'amputazione di entrambe le gambe per le conseguenze del coronavirus. Il virus ha purtroppo aggravato una patologia già esistente, come aveva confermato lo stesso ex calciatore subito dopo l'intervento. Le sue condizioni si sono poi aggravate fino alle estreme conseguenze.

Il ricovero lo scorso novembre

Lo scorso 4 novembre Bellugi era stato ricoverato in ospedale dopo aver contratto il coronavirus.

Le sue condizioni sono apparse subito molto serie a causa di una malattia del sangue preesistente e, come conseguenza, i medici erano stati costretti ad amputargli entrambi gli arti inferiori. L'anziano ex difensore aveva affrontato la sua personale battaglia con grande coraggio: "I medici mi hanno detto 'se vuole vivere dobbiamo tagliare' e io volevo vivere", aveva raccontato in collegamento dall'ospedale. Tre mesi dopo, purtroppo, Mauro ha perso la sua partita.

Campione d'Italia nella stagione 1970/71

Nato a Buonconvento, in provincia di Siena, nel 1950, Bellugi era approdato all'Inter nel 1967: prima la trafila nel settore giovanile e poi l'esordio in prima squadra nel 1969. Con la maglia nerazzurra vinse lo scudetto della stagione 1970/71, quello con Gianni Invernizzi in panchina subentrato a Heriberto Herrera che diede la scossa all'intera squadra conducendola a una straordinaria rimonta.

Con l'Inter, inoltre, ha segnato l'unico gol della sua carriera e non è un gol qualunque: lo realizzò al Borussia Mönchengladbach nel secondo turno della Coppa dei Campioni 1971/72, nella ripetizione della partita decisa dall'Uefa dopo il clamoroso 1-7 subito dai nerazzurri in Germania che venne 'cancellato' a causa del celebre episodio della lattina.

Bellugi nella circostanza iscrisse il suo nome nel tabellino di quel match disputato a Milano e vinto 4-2 dagli uomini di Invernizzi. Milita nella 'Beneamata' fino al 1974, in estate viene ceduto al Bologna.

Ha preso parte a due edizioni dei Mondiali

A Bologna disputa ottime stagioni fino al 1979, quando poi viene ceduto al Napoli.

Gioca da titolare la stagione 1979/80 all'ombra del Vesuvio e, nell'estate successiva, accetta l'offerta della neopromossa Pistoiese alla sua prima (e unica) stagione in Serie A. Disputa anche in questa circostanza un buon campionato, nonostante la retrocessione della sua squadra, poi nel 1981 nonostante a 31 anni abbia ancora diverse 'cartucce da sparare' decide di appendere le scarpette al chiodo. Mauro Bellugi ha inoltre disputato 32 partite in nazionale, con la maglia azzurra ha esordito nell'ottobre del 1972 in Lussemburgo in un match di qualificazione ai Mondiali del 1974 per i quali in seguito verrà convocato dal Ct Ferruccio Valcareggi, senza tuttavia scendere mai in campo nella fase finale in Germania Ovest dove l'Italia esce al primo turno.

Gli andrà meglio quattro anni dopo in Argentina, ai Mondiali del 1978 infatti Enzo Bearzot lo schiera titolare in quasi tutte le gare, tranne l'ultima della seconda fase contro l'Olanda e la finale per il terzo posto contro il Brasile. La sua ultima presenza in azzurro è un'amichevole del novembre 1979 contro la Svizzera.

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