Con una grande prova di forza e carattere, l'Atalanta è tornata a casa da Verona con 3 punti importanti per la rincorsa al quarto posto in Serie A, il piazzamento minimo per accedere alla prossima Champions League. Una vittoria ancora più importante alla luce dei risultati delle successive partite della domenica, dove due tra le dirette concorrenti alla qualificazione in Champions, Juventus [VIDEO]e Roma, sono entrambe uscite sconfitte nei rispettivi impegni con Benevento e Napoli.

La tattica vincente di Gasperini

Le premesse per vedere una partita complicata per la Dea c'erano tutte.

La squadra allenata da Gianpiero Gasperini, dopo aver speso energie fisiche e mentali nel ritorno degli ottavi di Champions con il Real Madrid, si trovava di fronte un Verona pronto a fargli guerra con le sue stesse armi, su tutte l'intensità e il pressing alto. Non è un caso che l'allenatore degli scaligeri sia Ivan Juric, ex giocatore di Gasperini e suo allievo in panchina, dal quale ha ereditato i concetti di gioco e il modulo con la difesa a 3. Il Verona però, si è fatto prendere alla sprovvista dall'inedita disposizione in campo dell'Atalanta, schierata da Gasperini con un'inedito 4-2-3-1, per colmare le assenze di Gosens e Hateboer, esterni titolari nel solito 3-4-2-1 delle Dea. Una mossa tattica che alla fine si è rivelata vincente, con l'Atalanta che ha ipotecato la vittoria già nel primo tempo con i gol di Malinovskyi su rigore e di Zapata.

Una partita dominata dall'Atalanta

Dopo un avvio di gara ben gestito dall'Atalanta, con un paio di occasioni come il colpo di testa di Romero e il tiro potente di Zapata, entrambi respinti da un attento Silvestri, la squadra di Gasperini ha trovato il vantaggio su calcio di rigore. Sugli sviluppi di un corner in favore dei nerazzurri, Dimarco colpisce con il braccio largo e causa il tiro dagli undici metri, trasformato con precisione da Malinovskyi, freddo e lucido nello spiazzare Silvestri.

La Dea non si accontenta e vuole il raddoppio, Zapata prima colpisce il palo su deviazione di Tameze, poi però riesce a trovare il gol del raddoppio sulla spizzata di testa di Malinovskyi. L'attaccante colombiano va via di potenza a Lovato e beffa Silvestri, in uscita dai pali, con un tocco leggero ma preciso, colpendo il pallone in caduta per anticipare il portiere del Verona.

Nel secondo tempo il Verona da qualche segnale di reazione, costruendo però un'unica sola occasione pericolosa, con il neo entrato Lazovic che davanti a Gollini non riesce ad angolare abbastanza il tiro. L'Atalanta gestisce con sicurezza il risultato, e va molto vicina allo 0-3 prima con Muriel, che calcia incredibilmente a lato dopo un vero e proprio slalom tra i difensori del Verona, e poi con Ilicic, che al limite dell'area colpisce in pieno l'incrocio dei pali con il suo mancino.