In queste settimane la Juventus è al centro della ribalta per il "caso plusvalenze" (per il quale la Corte Federale d'appello ha comminato ai bianconeri 15 punti di penalizzazione, in attesa del ricorso al Collegio di Garanzia del Coni) e per quello sulla "manovra stipendi", ancora non valutato con alcuna decisione da parte della Figc.

A parlare dell'argomento è stato nelle scorse ore è stato anche il giornalista Carlo Nesti, che ha voluto sottolineare come effettivamente non esista un illecito in tema di plusvalenze finanziarie in quanto non ci sono norme che le regolano.

Il giornalista sportivo Nesti sul caso plusvalenze

"Rispetto per chi elabora 36 pagine di motivazioni, perché dietro c'è, per forza, un lavoro importante", inizia così la considerazione di Carlo Nesti intervistato da Tuttomercatoweb.com.

Il giornalista sportivo ha aggiunto: "Ma come si fa a dare 15 punti di penalizzazione, e cioè con certezza di colpa, quando l'illecito, giuridicamente, non esiste?".

Nesti ha poi ricordato: "Nessuno, nel calcio italiano, ha mai classificato le plusvalenze, piacciano o no, come reato. La prova? In passato, Inter prosciolta due volte in due stagioni. Recentemente la Juve è stata archiviata due volte in due processi sportivi. Si direbbe, in pratica, che la società bianconera sia considerata "fuorilegge", senza la presenza di una legge".

Juventus, le evoluzioni degli ultimi giorni

Nella giornata di lunedì 30 gennaio la Corte Federale d'Appello ha pubblicato le motivazioni ufficiali della sentenza che ha portato alla penalizzazione della Juventus con 15 punti nella classifica di Serie A. Subito dopo la società bianconera, con un comunicato stampa sul proprio sito web ufficiale, ha confermato l'intenzione di fare ricorso al Collegio di garanzia del Coni per ottenere la revoca della sanzione.

Nel frattempo anche la Uefa starebbe attendendo l'evoluzione della vicenda giudiziaria italiana che sta riguardando la società bianconera. Come sottolineato di recente dall'avvocato Leandro Cantamessa: "Ai commissari di Nyon interesserà capire se queste condotte possono avere modificato in modo intollerabile il percorso di rientro nei paletti del fair play finanziario (...) Potrebbe esserci un processo disciplinare se l'Uefa ipotizzerà una violazione dell’articolo 11 del suo codice, simile a quello italiano sul principio di lealtà".