Continua a tenere banco il caso di patteggiamento tra Inter, Milan e la procura federale, relativo all’inchiesta sui rapporti tra alcuni dirigenti dei club milanesi e le frange organizzate del tifo.
Una vicenda che ha fatto molto discutere, soprattutto per la percezione di disparità di trattamento rispetto a quanto accaduto in passato alla Juventus.
A sottolinearlo è stato anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, che ha ricordato come nel 2017 la Juve affrontò un iter molto più severo in una situazione analoga: "La Juve, ai tempi di ‘Alto Piemonte’, collaborò con la giustizia e se lo prese ugualmente in quel posto".
Le parole di Zazzaroni
All’epoca, l’indagine coinvolse direttamente l’ex presidente Andrea Agnelli, colpito da una squalifica di tre mesi per i rapporti con alcuni capi ultras. Un provvedimento che venne visto da molti come il simbolo di una severità che oggi, a distanza di anni, sembra essere stata accantonata nel caso Inter. Il patteggiamento, infatti, ha portato a una semplice giornata di squalifica per Inzaghi e Calhanoglu, facendo esplodere l’indignazione sui social, soprattutto tra i tifosi bianconeri.
Zazzaroni ha anche evidenziato il ruolo di Beppe Marotta, dirigente dell’Inter ed ex uomo chiave della Juventus, spiegando: "Ha rapporti sorprendenti e solidi a tutti i livelli: federale, politico, finanziario, religioso, mi meraviglio che non partecipi al Conclave".
Zazzaroni ha poi aggiunto che Marotta resta un valore aggiunto per il club per cui lavora: "È l’avversario che non vorresti mai avere contro – ha scritto – e il compagno che servirebbe sempre alla tua squadra. Tornando all’inchiesta, spero che in questa occasione la giustizia sia stata giusta e il patteggiamento accettato dai tesserati solo per evitare fastidiose lungaggini".
Il malcontento dei tifosi
Il caso non è isolato e la sensazione di disparità non nasce oggi. I tifosi juventini, negli ultimi anni, hanno assistito a diverse vicende giudiziarie che hanno coinvolto il loro club, dall’infinita ombra di Calciopoli fino all’inchiesta sulle plusvalenze. Proprio quest’ultima, riesplosa due anni fa con la riapertura del fascicolo legato ai bilanci del club, ha portato a sanzioni pesanti, comprese penalizzazioni in classifica (15 poi ridotti a 10) che hanno avuto un impatto diretto sui risultati sportivi della Juventus (estromessa dalle Coppe Europee per una stagione).
Questo clima ha contribuito a creare, nella tifoseria bianconera, la convinzione di essere vittima di un trattamento diverso rispetto ad altri club. Una sensazione alimentata non solo dalle decisioni della giustizia sportiva, ma anche dalla narrazione mediatica e dalla percezione di un sistema che applica due pesi e due misure.