Con la sconfitta per 2-0 contro il Fluminense e la conseguente eliminazione dal Mondiale per Club si è chiusa ufficialmente la stagione 2024/25 dell'Inter. I nerazzurri hanno detto addio all’ultima possibilità di concludere l’anno con un trofeo. Un verdetto che pesa, perché arriva al termine di un’annata vissuta a ritmi altissimi, con oltre 60 partite ufficiali disputate tra campionato, coppe e palcoscenici internazionali. Un percorso esaltante a tratti, che ha visto la squadra lombarda restare competitiva su tutti i fronti, ma che si chiude senza titoli e con più di un malumore dentro e fuori dallo spogliatoio.
Inter, l'eliminazione con il Fluminense chiude una stagione senza trofei
La stagione dell’Inter si è ufficialmente chiusa ieri sera al Bank of America Stadium, nel peggiore dei modi. La sconfitta per 2-0 contro il Fluminense ha messo fine al cammino nerazzurro nel Mondiale per Club, un torneo che rappresentava l’ultima occasione per chiudere un'annata estenuante con un trofeo. Invece, l’epilogo è stato amaro, come gran parte di una stagione vissuta al massimo, ma conclusa senza alzare nemmeno una coppa.
La formazione guidata da Cristian Chivu ha dato l'impressione di non averne più. Le gambe non girano, la testa è appesantita. Normale, verrebbe da dire, dopo un’annata che ha superato i 60 match ufficiali, fra Serie A, Champions League, Coppa Italia e appunto Mondiale per Club.
Un calendario fittissimo che ha prosciugato energie e lucidità, portando con sé anche inevitabili strascichi emotivi e polemiche interne.
E se da un lato è innegabile che l'Inter sia rimasta competitiva fino all'ultimo respiro su tutti i fronti, dall’altro l’assenza di titoli rappresenta un duro colpo per una tifoseria che a lungo ha accarezzato sogni di gloria. Il rischio, ora, è che all'amarezza sportiva si sommi anche la tensione all'interno dello spogliatoio.
Lautaro Martinez manda un messaggio chiaro: 'Chi non vuole restare vada pure via'
Non è passata inosservata infatti l’intervista rilasciata nel post-partita da Lautaro Martinez ai microfoni di Sportmediaset. Il capitano nerazzurro, visibilmente deluso, ha lanciato un messaggio tanto diretto quanto criptico: “In questa squadra devi volerci stare, nel posto in cui abbiamo portato l’Inter e dove dobbiamo continuare a farla stare.
Non faccio nomi, ma ho visto tante cose che non mi sono piaciute.”
Una dichiarazione che ha fatto rapidamente il giro del web e che in molti hanno letto come un riferimento a Hakan Calhanoglu, centrocampista chiave che secondo indiscrezioni sarebbe tentato da un ritorno in patria, più precisamente al Galatasaray. Un’eventualità che avrebbe infastidito non poco lo spogliatoio, specie alla luce del momento delicato e del bisogno di compattezza.
La sensazione è che la lunga rincorsa a traguardi mai raggiunti abbia lasciato scorie profonde, non solo fisiche ma anche relazionali. Cristian Chivu — chiamato a prendere in mano la squadra nel post Inzaghi — avrà ora il compito più difficile: ricostruire.
Farlo non sarà semplice. Il gruppo appare stanco, non solo per i chilometri macinati, ma anche per l’età media avanzata e per una coesione che sembra venire meno.
Il futuro dell’Inter si apre tra interrogativi e necessità di cambiamento. Serve chiarezza su chi resta e chi parte, serve rinnovamento e soprattutto serve ritrovare quell’equilibrio interno che è sempre stato il primo segreto dei grandi successi.