Un pareggio dopo l’altro, sempre contro avversari sulla carta inferiori, sta segnando il cammino stagionale della Juventus. Al di là dei cambi in panchina e delle diverse scelte tecniche, i bianconeri hanno mostrato una preoccupante continuità nel perdere punti contro le cosiddette “piccole”. Un fattore che oggi incide in modo pesante sulle ambizioni di ed evidentemente sulla classifica, che rispetto alle prime della classe, langue.

Juventus, quanti passi falsi con le cosiddette piccole

C’è un filo rosso che attraversa la stagione della Juventus e che rischia di diventare decisivo nel bilancio finale: i punti persi contro le cosiddette “piccole”.

Un problema strutturale, più che contingente, perché emerso a prescindere da chi sedeva in panchina. Cambiano gli allenatori, ma il copione resta lo stesso: gare sulla carta abbordabili che si trasformano in occasioni mancate, con un peso specifico sempre più evidente in classifica.

Il primo campanello d’allarme è suonato il 20 settembre, quando i bianconeri non sono andati oltre l’1-1 contro l’Hellas Verona. In quel momento alla guida della squadra c’era ancora Igor Tudor, tecnico croato che di lì a poche settimane sarebbe stato sollevato dall’incarico. Un pareggio che allora poteva sembrare un incidente di percorso, ma che col senno di poi ha assunto i contorni di un segnale precoce di una fragilità mai davvero risolta.

Juventus, il rollino di marcia con le piccole con Spalletti paradossalmente è peggiorato

Paradossalmente, con l’arrivo di Luciano Spalletti, chiamato a dare una svolta tecnica e mentale, la tendenza non si è invertita. Anzi. Sono arrivati altri tre inciampi contro avversarie ritenute inferiori: il derby con il Torino dell’8 novembre, la sfida con la Fiorentina del 22 novembre e, soprattutto, il pareggio con il Lecce. Quest’ultimo resta probabilmente il più doloroso per modalità e sviluppo: una partita oggettivamente giocata meglio dalla Juventus, spesso padrona del campo, ma chiusa senza quella vittoria che sarebbe sembrata naturale per quanto prodotto.

Punti preziosi lasciati per strada, che oggi pesano e potrebbero pesare ancora di più al termine della stagione.

Anche alla luce dei risultati di Napoli e Milan, entrambe vincenti, la sensazione è che in casa Juventus stia maturando una sorta di rassegnazione: più che allo scudetto, lo sguardo sembra ormai rivolto alla lotta per un posto in Champions League. Un obiettivo comunque importante, ma lontano dalle ambizioni iniziali. E chissà che, facendo i conti a fine anno, proprio quei pareggi contro le “piccole” non diventino il rimpianto più grande di una stagione mai davvero decollata.