La Juventus targata Damien Comolli si trova a fare i conti con un'eredità ingombrante derivante dal passato. A ostacolare la nuova strategia dirigenziale, improntata a razionalizzazione dei costi e sostenibilità, sono i pesanti investimenti compiuti dalle precedenti gestioni, che oggi rischiano di diventare una zavorra per la Vecchia Signora. In particolare, sono quattro i nomi che simboleggiano questa fase di blocco: Dusan Vlahovic, Douglas Luiz, Nico Gonzalez e Teun Koopmeiners. Per portarli a Torino la Juventus ha speso, complessivamente, oltre 200 milioni di euro — un esborso che, al momento, non ha avuto ritorni né sul campo né nei bilanci.
Vlahovic, l’attaccante che non decolla
L’investimento più ingente, e forse il più difficile da giustificare a posteriori, resta quello per Dusan Vlahovic. Arrivato a gennaio 2022 con l’etichetta di bomber del futuro, l’ex Fiorentina non ha mai realmente trovato continuità, né nel rendimento né nel feeling con il gioco bianconero. E se in passato era seguito dai top club europei, oggi il serbo sembra essere un asset svalutato: la Juventus vorrebbe cederlo per fare cassa, ma il giocatore non appare convinto delle destinazioni finora prospettategli, rallentando di fatto qualsiasi trattativa.
Douglas Luiz e Gonzalez: rendimento in chiaroscuro, mercato tiepido
Douglas Luiz e Nico Gonzalez rappresentano due scommesse a metà tra presente e futuro, costate parecchio e rese ancora più pesanti dai rispettivi ingaggi.
Il brasiliano, arrivato dall’Aston Villa con l’ambizione di diventare un perno del centrocampo, non ha mai convinto pienamente. Discorso simile per Nico Gonzalez, talento tecnico ma fragile sul piano della continuità. Entrambi faticano a trovare pretendenti realmente interessati a rilevarli a condizioni vantaggiose per la Juventus, contribuendo così al parziale immobilismo del mercato bianconero.
Koopmeiners, l’ultima chance
Diverso il discorso per Teun Koopmeiners. L’olandese, prelevato dall’Atalanta un anno fa gode ancora della fiducia di Comolli e dello staff tecnico. Il centrocampista avrà una seconda opportunità per dimostrare il proprio valore e diventare un elemento chiave della nuova Juventus.
Tuttavia, la sua permanenza da sola non basta a mascherare il problema più grande: la difficoltà nel liberarsi degli altri esuberi.
Strategia bloccata
L’idea di fondo di Comolli era chiara: snellire la rosa prima di inserire nuovi innesti funzionali a un progetto tecnico e sportivo rinnovato. Ma con i giocatori in uscita che non trovano collocazione, il mercato in entrata è di fatto congelato. Le difficoltà a piazzare elementi ad alto impatto salariale e basso rendimento rischiano di compromettere anche i piani futuri della Juventus, intrappolata in una spirale in cui ogni mossa sembra subordinata a una precedente, sbagliata e costosa.
Per la Vecchia Signora, il tempo comincia a stringere: senza uscite, non ci saranno nuove entrate. E senza una rosa rinnovata, sarà difficile tornare a competere davvero ad alti livelli.