Non si placano le polemiche dopo quanto accaduto in Verona-Juventus e sugli episodi che, secondo molti, hanno penalizzato la squadra di Igor Tudor. La sfida del Bentegodi ha lasciato strascichi non solo per il risultato maturato sul campo, ma anche per alcune decisioni arbitrali che hanno suscitato numerose discussioni tra addetti ai lavori, opinionisti e tifosi.
Tra i più critici c’è stato Lele Adani, che dagli studi Rai ha espresso un giudizio netto sull’episodio del rigore concesso al Verona. L’ex calciatore non ha avuto dubbi nel bocciare la scelta dell’arbitro: “Quello di Joao Mario è un colpo di testa sbagliato, non è un fallo di mano per prendere la palla con la mano”.
Parole che hanno alimentato ulteriormente la discussione, riaccendendo il dibattito sulle decisioni arbitrali e sulle possibili conseguenze per la Juventus.
L’analisi di Adani
Adani ha poi approfondito la dinamica dell’azione, evidenziando come il giocatore portoghese non avesse alcuna intenzione di fermare la palla con il braccio: “Quindi, se tu fai un colpo di testa e nella dinamica dell’equilibrio del corpo ti prepari a farlo – ha spiegato nel dettaglio Adani durante il suo intervento – ma svirgoli o lisci il pallone, questo può finire sul braccio. Ciò non significa che sia fallo da rigore”. Secondo Adani, si è trattato di un episodio di gioco frutto di un errore tecnico, da non interpretare come volontarietà.
Il giudizio di Adani si aggiunge a quello di altri opinionisti che, nel post-partita, hanno ribadito come il calcio di rigore assegnato abbia cambiato l’inerzia della partita. Le immagini e le ricostruzioni televisive hanno infatti mostrato una dinamica complessa, che ha lasciato margini di interpretazione, ma che secondo molti non giustificava una decisione così pesante.
Tudor cerca nuove soluzioni
Per Tudor e i suoi giocatori, tuttavia, il tempo delle polemiche deve lasciare spazio alla concentrazione. Il calendario non concede tregua e la Juventus è attesa da un impegno cruciale: la sfida contro l’Atalanta. Una partita che si preannuncia fondamentale non solo per la classifica, ma anche per il morale della squadra.
Il tecnico croato sa bene che il reparto offensivo necessita di nuove soluzioni. Nell’ultima settimana ha lavorato su schemi e movimenti che possano garantire maggiore incisività sotto porta. L’obiettivo è quello di riuscire a schierare un attacco più variegato, capace di adattarsi alle caratteristiche degli avversari. In quest’ottica, Tudor sta valutando l’ipotesi di un modulo che preveda Yildiz alle spalle di due punte, scelte tra David, Openda e Vlahovic. Una soluzione che permetterebbe alla Juventus di sfruttare la fantasia del giovane turco, unita alla potenza e al fiuto del gol delle sue punte di riferimento.
L’idea di coesistenza tra due attaccanti centrali rappresenta una delle sfide tattiche più interessanti per l’allenatore, che sa quanto sia fondamentale trovare un equilibrio tra fase offensiva e difensiva.
Al tempo stesso, Tudor punta a dare continuità a un progetto tecnico che, nonostante i passi falsi, deve proseguire con convinzione.
Il confronto con l’Atalanta, quindi, sarà un banco di prova determinante. Dopo le polemiche arbitrali, la Juventus vuole voltare pagina sul campo, con la consapevolezza che solo con prestazioni convincenti potrà riconquistare fiducia e slancio in una stagione che si annuncia lunga e complessa.