La Juventus di Igor Tudor dispone di Vlahovic, Openda e Jonathan David, un trio che garantirebbe soluzioni offensive di altissimo livello. Eppure, nonostante questa abbondanza, i bianconeri sono finora molto ancorati al modulo che prevede l'impiego di una sola punta di ruolo.
Juventus, in attacco tante scelte ma Tudor resta fedele al modulo con una sola punta
La Juventus si ritrova in una condizione che molte squadre invidiano: ha tre prime punte di livello internazionale a disposizione. Dusan Vlahovic, Lois Openda e Jonathan David rappresentano un ventaglio di scelte offensive di grande prestigio, che il tecnico Igor Tudor non sembrerebbe ancora intenzionato a sfruttare fino in fondo.
Sin dal principio di questa stagione, il croato ha optato per un sistema che prevede una sola punta centrale supportata da due trequartisti. Una scelta che ha visto Yildiz come presenza fissa, affiancato da un compagno a rotazione e che il croato ha abbandonato solo nei momenti in cui i bianconeri si trovavano sotto nel punteggio. Un impianto tattico però giudicato da molti osservatori come conservativo e che ha spesso privilegiato le ripartenze rapide al dominio del gioco. Nelle prime giornate e fin quando la Juve ha vinto le partite, pochi hanno storto il naso nei confronti di una scelta tecnica prudente, ma negli ultimi 10 giorni, qualcosa è cominciato a cambiare.
Juve, le scelte di Tudor non convincono tutti i tifosi
La perplessità di numerosi tifosi ha iniziato quindi a serpeggiare su alcune scelte fatte dal croato: ad esempio, più di uno si è chiesto perché Tudor abbia deciso di impiegare Openda come esterno a tutta fascia, nonostante lo stesso abbia ribadito in conferenza stampa di sentirsi un “numero 9” puro. Allo stesso modo, rimane un mistero il mancato utilizzo dal primo minuto della coppia Jonathan David–Vlahovic. Il canadese, per caratteristiche, potrebbe infatti rappresentare il partner ideale per il serbo, capace di attaccare con decisione la profondità.
I risultati recenti non hanno certo contribuito a spegnere le critiche: la vittoria all’ultimo respiro contro l’Inter ha lasciato qualche dubbio, acceso dal doppio pareggio consecutivo con Borussia Dortmund e Verona.
Dopo un avvio accolto con pazienza e curiosità, l’approccio di Tudor sembra ora finito sotto la lente di un pubblico sempre esigente come quello juventino.
Le prossime partite potrebbero già rappresentare un piccolo spartiacque per il futuro del progetto tecnico. Se la Vecchia Signora dovesse inciampare ancora, il rischio è che il fuoco amico – per ora rimasto sopito – possa divampare. E in quel caso, la gestione dell’abbondanza offensiva diventerebbe il nodo principale su cui il croato sarà chiamato a dare risposte convincenti.