Un mese fa Jonathan David era stato accolto a Torino come il nuovo centravanti inamovibile della Juventus. L’attaccante canadese, reduce da alcune stagioni convincenti al Lille, era arrivato con il compito di raccogliere l’eredità di Dusan Vlahovic, considerato in partenza e pronto a lasciare il posto al collega per il bene del bilancio bianconero. Lo scenario, almeno nelle intenzioni di inizio estate, sembrava tracciato: David titolare fisso, il serbo ceduto al miglior offerente. Ma la realtà ha presto raccontato un’altra storia.

Juve, in attacco la storia è cambiata

Vlahovic non si è mosso da Torino e, anzi, si è ripreso la scena con gol pesanti e prestazioni di grande efficacia. Nelle ultime due gare ufficiali, Tudor lo ha preferito dal primo minuto, relegando David in panchina. Una scelta che certifica un ribaltamento delle gerarchie in tempi record: in appena un mese il serbo è passato dall’essere considerato "sacrificabile" a diventare uomo chiave dell’attacco bianconero.

I numeri spiegano molto. In 198 minuti giocati, spalmati su cinque presenze, Vlahovic ha già messo a segno quattro gol, tutti determinanti ai fini del risultato. Al contrario, David ha collezionato 233 minuti con un solo gol all’attivo, troppo poco per un bomber abituati a ben altre cifre.

L’impressione è che Tudor, pragmatico per indole, si fidi oggi più della concretezza del serbo che delle potenzialità ancora inespresse del canadese.

Atalanta, un banco di prova che potrebbe determinare le gerarchie

La prossima sfida interna contro l’Atalanta può diventare uno spartiacque. Se Vlahovic dovesse partire nuovamente dall’inizio, per David significherebbe quasi una bocciatura, o quanto meno un ridimensionamento rispetto al ruolo immaginato per lui al momento dell’acquisto. In quel caso il canadese si troverebbe costretto ad accelerare sensibilmente il proprio processo di inserimento, perché la Juventus non concede lunghi periodi di ambientamento a chi deve fare la differenza.

C’è poi un ulteriore elemento che aumenta la pressione sull’ex Lille: la presenza di Lois Openda.

L’attaccante belga, arrivato con una formula che prevede un riscatto oneroso fino a 40 milioni, rappresenta un investimento pesante della società e scalpita per guadagnarsi spazio. Un concorrente in più che, unito al ritrovato Vlahovic, complica il percorso di David verso la titolarità.

La Juventus, che ha scelto di alzare il livello della concorrenza interna per alzare anche il rendimento della squadra, ora si aspetta risposte immediate. Il messaggio è chiaro: a Torino nessuno ha il posto garantito, e per Jonathan David è già arrivato il momento di dimostrare di essere all’altezza delle aspettative.