L’infortunio di Gleison Bremer, che terrà il difensore brasiliano lontano dai campi per circa due mesi, apre un nuovo fronte d’emergenza in casa Juventus. Con il suo stop, infatti, la squadra bianconera si ritrova improvvisamente in difficoltà numerica nel reparto difensivo, dove ora Igor Tudor potrà contare soltanto su quattro centrali per tre posti.
Anche la difesa sembra avere lacune
Federico Gatti, Lloyd Kelly, Daniele Rugani e Pierre Kalulu fino a questa mattina sembravano offrire ampie garanzie e un’abbondanza utile per gestire i numerosi impegni stagionali.
Ma l’infortunio di Bremer ha cambiato le carte in tavola, riducendo drasticamente il margine di manovra del tecnico croato e aumentando il rischio di trovarsi in emergenza difensiva.
La situazione ricorda da vicino quella che la Juventus sta già affrontando a centrocampo, dove Tudor dispone di soli quattro calciatori effettivi, con Koopmeiners spesso costretto a giocare fuori ruolo. Ora, la carenza di alternative si estende anche alla difesa, obbligando l’allenatore a trovare soluzioni rapide e sostenibili.
Juventus, un cambio di modulo toglierebbe un centrale difensivo dal campo e aggiungerebbe qualità a centrocampo
Tra le ipotesi sul tavolo, può prendere quindi corpo quella di un cambio di modulo.
Passando dall’attuale 3-4-2-1 a un 4-3-3, Tudor toglierebbe un difensore centrale dall’undici titolare, mantenendo due riserve in panchina e garantendosi maggiori coperture in caso di necessità. Inoltre, questa scelta permetterebbe di rinforzare il centrocampo, settore che finora ha sofferto in termini di equilibrio e qualità. In un sistema a tre in mezzo, giocatori come Weston McKennie o lo stesso Teun Koopmeiners potrebbero finalmente esprimersi nel ruolo a loro più congeniale di mezz’ala, aumentando la fluidità e la dinamicità del gioco juventino.
L’alternativa, più conservativa, sarebbe invece quella di non cambiare modulo e gestire l’emergenza con adattamenti tattici. In questo senso, Tudor potrebbe valutare l’utilizzo di calciatori fuori ruolo come Joao Mario, terzino destro portoghese capace di agire anche da braccetto nella retroguardia a tre.
Una soluzione d’emergenza, certo, ma utile per tamponare momenti di necessità senza stravolgere gli equilibri tattici della squadra.
In ogni caso, l’infortunio di Bremer rappresenta un campanello d’allarme per la Juventus, che si ritrova ora a dover gestire una rosa corta nei reparti chiave, in un momento della stagione in cui ogni dettaglio può fare la differenza.