La sconfitta contro il Como apre ufficialmente un momento di grande crisi per la Juventus, che dopo un avvio di stagione promettente si ritrova ora in una situazione complicata. I bianconeri non vincono da più di un mese e, come spesso accade a Torino nei momenti difficili, a finire nel mirino è l’allenatore. La posizione di Igor Tudor, subentrato a Thiago Motta, sarebbe infatti sempre più traballante.
A lanciare l’indiscrezione è stato Vittorio Oreggia, che attraverso il proprio profilo su X ha parlato chiaramente della possibilità di un cambio in panchina: “Tudor rischia il posto, più Palladino di Spalletti per raccogliere questa grana che è diventata la Juventus”.
Parole pesanti, che fanno capire come la fiducia nei confronti del tecnico croato stia ormai vacillando anche all’interno della società. Dopo l’esonero di Thiago Motta, che aveva lasciato la panchina bianconera tra mille polemiche, un nuovo ribaltone tecnico a distanza di pochi mesi rappresenterebbe un ulteriore segnale di instabilità.
Società in silenzio
La Juventus, per ora, non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale. Il silenzio della società, tuttavia, non fa che alimentare le voci di una possibile svolta. Tudor, arrivato con l’obiettivo di restituire solidità a una squadra in difficoltà, non è ancora riuscito a trovare la giusta quadratura. I risultati negativi e le prestazioni altalenanti hanno creato malumore tra tifosi e addetti ai lavori.
Oreggia, nel suo commento, ha voluto anche analizzare le cause di questa crisi che sembra ormai cronica: “Figlia di mediocrità societaria e di un mercato ancora una volta imbarazzante”. Secondo il giornalista, dunque, il problema della Juventus non sarebbe soltanto tecnico ma anche dirigenziale. Le scelte di mercato, considerate insufficienti per mantenere il club ai vertici, avrebbero contribuito a creare una squadra priva di identità e di alternative.
Dopo un’estate caratterizzata da grandi cambiamenti e dall’arrivo di alcuni volti nuovi, la Juventus si ritrova nuovamente a fare i conti con un rendimento deludente. Le difficoltà nel costruire gioco, le amnesie difensive e la scarsa incisività offensiva hanno minato la fiducia di Tudor e del gruppo.
Ora resta da capire se la società deciderà di concedere ancora tempo al tecnico croato o se opterà per un cambio immediato, affidandosi a Raffaele Palladino, nome già accostato ai bianconeri nei mesi scorsi.
Torna la Champions
Nel frattempo, la Juventus dovrà concentrarsi sulla prossima sfida di Champions League contro il Real Madrid, in programma domani, 20 ottobre. Una gara che arriva in un momento delicatissimo e che potrebbe diventare decisiva anche per il futuro della panchina. Il cammino europeo dei bianconeri, infatti, non è stato brillante: solo due punti conquistati, frutto dei pareggi contro Borussia Dortmund e Villarreal.
Tudor dovrà decidere se proseguire con gli esperimenti tattici o tornare al più collaudato 3-4-2-1, cercando di ritrovare un equilibrio che al momento sembra smarrito.
La sfida del Bernabéu potrebbe rappresentare l’ultima occasione per il tecnico di invertire la rotta e riconquistare la fiducia di società e tifosi. In caso contrario, un nuovo ribaltone in panchina potrebbe essere dietro l’angolo.