La Juventus ha deciso di voltare pagina. Dopo le tre sconfitte consecutive tra campionato e Champions League, la società bianconera ha scelto di esonerare Igor Tudor. La decisione, ormai nell’aria da giorni, è stata ufficializzata con un comunicato che sancisce anche la fine del rapporto con tutto il suo staff tecnico. Una mossa inevitabile per cercare di dare una scossa a una squadra apparsa smarrita e priva di identità.
Adesso, in casa Juventus è già iniziato il lavoro per individuare il nuovo allenatore. Come rivelato da Gianluca Di Marzio, il nome in cima alla lista di Damien Comolli, direttore dell’area sportiva, è quello di Luciano Spalletti.
L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana rappresenta il profilo ideale per ridare ordine e mentalità vincente a una squadra che sembra aver perso fiducia. Spalletti, reduce dall’esperienza con l’Italia e dal trionfo in Serie A con il Napoli, è considerato l’uomo giusto per guidare la rinascita bianconera.
Scelta da non sbagliare
Tuttavia, l’eventuale arrivo del tecnico toscano non è privo di ostacoli. In casa Juventus, infatti, c’è grande attenzione anche all’aspetto economico. Con l’esonero di Tudor, la società si ritroverebbe a pagare contemporaneamente tre allenatori: l’ex croato, il suo predecessore Thiago Motta (ancora sotto contratto fino a fine stagione) e il nuovo tecnico che dovrà essere ingaggiato.
Una situazione che obbliga il club a valutare attentamente ogni scelta per evitare ulteriori pesi sul bilancio.
Spalletti, dal canto suo, difficilmente accetterebbe un ingaggio inferiore ai suoi standard. È noto per chiedere garanzie tecniche ed economiche, oltre a un progetto solido e a lungo termine. La Juventus, quindi, dovrà trovare una quadra finanziaria e un piano credibile per convincerlo ad accettare una sfida tanto affascinante quanto complicata.
Brambilla in panchina mercoledì
Nel frattempo, per la gara infrasettimanale di mercoledì 29 ottobre contro l’Udinese, la panchina bianconera sarà affidata a Massimo Brambilla, tecnico della Juventus Next Gen. L’allenatore lombardo fungerà da traghettatore temporaneo, mentre la dirigenza continuerà le valutazioni sui possibili sostituti.
Brambilla conosce bene l’ambiente e alcuni giovani della rosa, ma difficilmente resterà oltre questo periodo di transizione.
Oltre a Spalletti, restano sul tavolo anche altri profili. In particolare, la dirigenza sta seguendo con attenzione Raffaele Palladino, apprezzato per il suo lavoro con il Monza e considerato un tecnico giovane, moderno e con idee chiare. Un altro nome da non escludere è quello di Roberto Mancini, attualmente libero e forte di una lunga esperienza internazionale. Tuttavia, anche in questo caso, l’ingaggio elevato potrebbe rappresentare un ostacolo.
La Juventus, dunque, si trova di fronte a un bivio cruciale. Dopo anni di continui cambi in panchina – da Allegri a Thiago Motta, fino a Tudor – il club non può più permettersi di sbagliare.
Servono stabilità, visione e un progetto tecnico coerente per riportare la squadra ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Il prossimo allenatore dovrà essere scelto non solo per il nome, ma per la capacità di costruire un ciclo duraturo. E, come filtra dall’ambiente bianconero, questa volta la Juventus vuole fare davvero la scelta giusta.