Negli ultimi giorni l’ambiente Juventus è tornato ad accendersi, e questa volta il bersaglio delle critiche è Igor Tudor. Sui social, infatti, è già diventato virale l’hashtag #TudorOut, con una parte della tifoseria che chiede un cambio in panchina dopo un avvio di stagione deludente. Tuttavia, non tutti sono d’accordo con questa linea di pensiero. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha voluto dire la sua tramite Instagram, commentando in maniera netta le voci che circolano sul futuro del tecnico croato: “Sono bastati due soli mesi per arrivare a #Tudorout che è una roba ridicola”.
L’analisi di Zazzaroni
Parole chiare, che esprimono tutta la perplessità del giornalista di fronte all’impazienza di una parte dell’ambiente bianconero. Zazzaroni, infatti, ritiene che due mesi siano troppo pochi per giudicare il lavoro di un allenatore subentrato in una situazione complessa e con una squadra profondamente rinnovata.
Eppure, nonostante la difesa del direttore, le indiscrezioni sulle possibili alternative non mancano. Nelle ultime ore, infatti, sono iniziati a circolare i nomi di alcuni potenziali sostituti di Tudor. Anche su questo tema Zazzaroni ha espresso la propria opinione, evidenziando la mancanza di coerenza nelle voci di mercato: “Si parla di Spalletti, Mancini, Palladino, addirittura del ritorno di Motta.
Ricorre anche il nome di Paulo Sousa. Non c’è una logica, né un progetto”.
Una dichiarazione che mette in luce la confusione che, secondo il giornalista, regna intorno alle scelte tecniche della Juventus. D’altronde, come lui stesso ha sottolineato, i nomi emersi rappresentano stili di gioco e filosofie calcistiche completamente diverse: “I cinque presunti candidati sono espressione di altrettanti modi diversi di fare calcio”.
Dubbi sulla rosa
La riflessione di Zazzaroni non si limita però alla questione allenatore. C’è infatti chi punta il dito anche contro i calciatori, accusati di non dare il massimo per la maglia bianconera. Altri, invece, ritengono che i problemi derivino da un mercato estivo non all’altezza delle aspettative.
Anche su questo punto il direttore del Corriere dello Sport ha voluto intervenire: “Quando prendi Zhegrova e Openda mai richiesti dall’allenatore, hai una difesa approssimativa, recuperi Rugani, rinunci a Gatti”.
Un passaggio che suggerisce come la responsabilità non sia solo di Tudor, ma anche della dirigenza, colpevole – secondo Zazzaroni – di aver costruito una rosa non del tutto funzionale alle esigenze del tecnico.
Infine, resta il nodo più delicato: quello legato a Dusan Vlahovic. Anche in questo caso il giornalista non ha usato mezzi termini, sottolineando come l’attaccante serbo rappresenti ancora un’incognita per la Juventus: “Il caso Vlahovic e a ottobre insegui un ds, uscire dallo stato confusionale che interessa tutti, non solo Tudor, è un’autentica impresa”.
Parole che fotografano una situazione generale di smarrimento in casa bianconera. Tra difficoltà tecniche, problemi di mercato e tensioni interne, la Juventus vive un momento delicato, in cui ogni scelta rischia di pesare più del dovuto. Ora non resta che attendere per capire se Tudor riuscirà a invertire la rotta e a riconquistare la fiducia dell’ambiente, o se le pressioni sempre più forti porteranno davvero a un nuovo cambio in panchina.