All’Olimpico finisce Roma–Parma 2–1 nella 9ª giornata di Serie A. Le reti sono state segnate da Hermoso al 63’ (colpo di testa su corner di Dybala), Dovbyk 81’ (girata in area dopo ribattuta) e Circati 86’ (tap-in su sviluppo di rimessa laterale). Nel primo tempo alla Roma viene annullato il gol di Soulé al 42’ per fuorigioco interferente di Çelik: richiamo al monitor e decisione di annullare perché il turco, in posizione irregolare, è davanti a Suzuki e ne limita la visuale. È la scelta chiave della serata: corretta per i criteri IFAB.
Rete annullata a Soulé (42’)
Il tiro dal limite sorprende tutti, ma Çelik è oltre la linea e davanti a Suzuki: non tocca la palla, però impedisce una visione piena al portiere. È offside interferente: l’arbitro, avvisato dal VAR, vede al monitor che la posizione del compagno incide sulla capacità del portiere di opporsi. Applicazione letterale della Regola 11: interferire con un avversario ovvero ostacolare la linea di visione o condizionare la possibilità di giocare il pallone. Rete tolta, ripresa con punizione indiretta per il Parma dalla zona dell’infrazione.
Sull’1–0 di Hermoso non emergono blocchi irregolari. L’attaccante attacca lo spazio libero e impatta senza trattenere o spingere l’avversario.
Il principio pratico: sul calcio d’angolo è fallo se il blocco è attivo (movimento deliberato per impedire il salto o la corsa) o se c’è tenuta prolungata che impedisce il duello aereo. Qui siamo nel campo della legittima occupazione dello spazio.
Il 2–1 di Circati nasce da rimessa lunga: palla buttata forte nell’area, deviata sul primo palo e finalizzazione. Anche qui conta la regolarità dei contatti: nessun braccio che trattiene, nessuna spinta, nessun portiere ostacolato nella rincorsa. L’azione è regolare: tecnica legittima, spesso preparata in allenamento.
Il raddoppio arriva dopo una carambola sull’area piccola: Dovbyk controlla e gira. Il controllo è sul petto, braccia aderenti: niente fallo di mano, nessun vantaggio irregolare.
Convalida corretta.
Cartellini e gestione
Crezzini usa il giallo per contenere la fisicità e arginare le perdite di tempo. Nessun rosso per DOGSO (mancata chiara occasione da gol) perché mancano requisiti come distanza, direzione della giocata e controllo del pallone. Anche i falli imprudenti restano nell’alveo dell’ammonizione: coerenza che aiuta i duellanti a capire la soglia.
Il VAR è intervenuto solo su episodi da protocollo (rete/annullamento; potenziale offside; possibili infrazioni “APP” nella fase che porta al gol). Sui contatti di gioco non gravi si resta in field decision: il metro dell’arbitro è sovrano. I tempi di review sono stati contenuti, con ripartenze rapide: un buon equilibrio tra accuratezza e fluidità.