Stanno facendo il giro del web le parole dette dall'ex calciatore Michel Platini ad alcuni giornalisti che lo hanno intervistato ai margini del Festival dello Sport tenutosi a Trento. Il francese, alla domanda su un suo eventuale ritorno alla Juventus, ha detto senza tanti giri di parole che non accetterebbe un eventuale incarico nel club bianconero.
Juventus, Platini secco: 'Se i bianconeri mi chiamassero io non andrei'
L'ex calciatore Michel Platini è stato intercettato da alcuni giornalisti ai margini del Festival dello Sport tenutosi a Trento e parlando di un suo eventuale ritorno alla Juventus ha detto: "Se mi chiamassero non andrei.
Ormai ho 70 anni e devo pensare ad altre cose. Non è facile poi fare il dirigente di un club dopo 40 anni passati e nel quale non conosco più nessuno. E' più complicato di quello che si può pensare, perché sarebbe una scelta che ti cambia la vita e le abitudini. Magari ci avrei potuto pensare se fossi rimasto a Torino come l'avvocato Agnelli, ma onestamente è passato davvero troppo tempo".
Platini ha poi parlato della Juventus di oggi e della struttura societaria dei bianconeri: "Sappiamo tutti che oggi una grossa componente nel mondo del calcio è il business. Questo vuol dire semplicemente che chi ha più soldi potrà disporre di più calciatori mentre chi dispone di meno liquidità faticherà a trovare buoni elementi.
Tutto questo peggiora se pensiamo che ora nel calcio stanno prendendo forza campionati come quello arabo e quindi solitamente i giocatori vanno dove ci sono più soldi. Quindi la storia si complica per la Juventus, ma pensate quanto sia più difficile per le squadre di Serie B o addirittura di Serie C. Per questo sono convinto che la legge Bosman non sia stata una buona cosa per il calcio, perché oggi puoi comprare chi vuoi, mentre negli anni 80 e 90 dovevi crescerti i tuoi talenti dai vivai e dalle giovanili per lanciarli ai massimi livelli".
Platini ha concluso il suo intervento dicendo: "Chi mi diverte di più da vedere nel calcio moderno? Quando giocavo io era bello vedere i centrocampisti di grande classe e gli attaccanti che facevano gol, ora invece sono più esterni a destare la mia attenzione.
Sulle fasce si possono ammirare i giocatori con più creatività, mentre ad esempio in mediana vedo tanti che hanno semplicemente i fondamentali. Oggi comunque tanto è cambiato: i difensori giocano molto di più la palla per attaccare ma non sanno proteggere la loro porta, si vedono moduli che una volta forse neanche esistevano. Non dico che sia meglio o peggio ma è tutto diverso".
Juventus, un nome in meno per la figura da presidente
Platini, usando queste parole, si è quindi tagliato fuori da quel lotto di nomi che la Juventus avrebbe valutato per la figura del presidente. Altri profili altisonanti nel mondo bianconero come Marcello Lippi e Alessandro Del Piero sono stati accostati a questa importante carica, ma finora senza risultati concreti. Ecco perché ad oggi Ferrero apparirebbe più solido che mai.