Con l’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, a Torino si respira già aria di cambiamento. Dopo l’era breve ma intensa di Igor Tudor, il tecnico toscano è pronto a imprimere la propria impronta su una squadra che, pur solida, ha mostrato la necessità di ritrovare un’identità chiara e propositiva. Il primo segnale del nuovo corso potrebbe essere tattico: addio al 3-5-2, benvenuto al 4-3-3, il marchio di fabbrica del calcio spallettiano.

Difesa a quattro: equilibrio e costruzione dal basso

Il reparto arretrato sarà il primo a subire una metamorfosi.

La linea a tre, che tanto ha caratterizzato la gestione Tudor, verrà quasi certamente abbandonata in favore di una difesa a quattro, pensata per garantire maggiore fluidità nella costruzione del gioco. In attesa del rientro di Bremer, potrebbero essere Gatti e Rugani a guidare il pacchetto difensivo, mentre sulle corsie laterali spazio a Cambiaso a destra e uno fra Kalulu e Kelly a sinistra.

Una scelta che non risulterebbe del nuovo inedita: Spalletti ha sempre amato lavorare con terzini dinamici, capaci di adattarsi alle situazioni di gioco. Non è un caso che alla Roma riuscì a reinventare Florenzi come laterale difensivo, in grado di scalare nella linea dei centrali per trasformare la difesa a tre in fase di ripiego.

Centrocampo tecnico e dinamico

Nel cuore del campo, il tecnico toscano potrebbe puntare su un centrocampo a tre votato alla tecnica e al movimento continuo. Manuel Locatelli dovrebbe agire come il faro della manovra, il regista basso deputato a dare ordine e ritmo al gioco. Ai suoi lati, Thuram e uno fra Koopmeiners e McKennie potrebbero completare un reparto con la giusta dose di intensità e verticalità.

L’obiettivo è chiaro: aumentare la qualità nella gestione del pallone e dare al centrocampo quella compattezza necessaria per accompagnare sia la fase offensiva che quella difensiva.

Tridente d’attacco: fantasia e gol

Davanti, Spalletti potrà contare su un tridente di grande talento. A sinistra il posto sembra blindato per Kenan Yildiz, giovane gioiello bianconero a cui il nuovo allenatore potrebbe concedere maggiore libertà di muoversi tra le linee, quasi da trequartista aggiunto, un po' come accadeva a Roma con Totti.

Sulla fascia destra si giocheranno una maglia da titolare Conceicao e Openda, in attesa che Zhegrova recuperi una condizione fisica accettabile. Al centro dell’attacco il consueto ballottaggio tra Dusan Vlahovic e Jonathan David, con il serbo favorito grazie al suo innato senso del gol e alla conoscenza del campionato italiano.

Se le premesse saranno confermate, la nuova Juventus di Spalletti potrebbe presentarsi come una squadra più coraggiosa, fluida e offensiva rispetto al recente passato. Il tecnico toscano ha sempre predicato un calcio fatto di movimento, verticalità e dominio del pallone, e il suo arrivo in bianconero promette di inaugurare un ciclo nuovo, dove l’estetica si sposerà, almeno concettualmente, con la concretezza.