La Juventus torna al centro della scena, ma questa volta non per le vicende di campo. È in corso una vera e propria battaglia per il controllo societario tra la storica proprietà Agnelli-Elkann e l’azienda di criptovalute Tether, guidata dal CEO e tifoso bianconero Paolo Ardoino. La società crypto, salita fino all’11,5 % dell’azionariato, avrebbe puntato a incrementare la sua partecipazione fino al 35 %, ma la risposta di Exor è stata netta: “Non si vende.”
Elkann: 'Siamo impegnati con la Juventus'
John Elkann, leader della holding che controlla la Juventus da oltre un secolo, ha ribadito con decisione la volontà di mantenere il club in mano alla famiglia Agnelli: "Siamo pienamente impegnati con la Juventus e orgogliosi di esserne l’azionista di riferimento e siamo orgogliosi di esserne gli azionisti di controllo da oltre un secolo.
Siamo e siamo sempre stati aperti a idee costruttive da parte di tutti gli stakeholder che condividono la nostra ambizione e passione per il club. Sosteniamo il nuovo consiglio di amministrazione e il nuovo team dirigenziale, poiché la nostra priorità resta quella di coniugare risultati sportivi positivi con la disciplina finanziaria".
Un messaggio chiaro che gela ogni tentativo di scalata esterna. Dietro le parole di Elkann, però, si nasconde anche una presa di posizione politica e simbolica: la Juve non è solo una società di calcio, ma un patrimonio identitario che rappresenta il potere, la tradizione e la storia di una delle famiglie più influenti d’Italia.
La critica degli azionati sulla gestione della squadra
Durante l’assemblea dei soci, il clima è stato tutt’altro che sereno. Diversi azionisti minori hanno espresso forte malcontento per la gestione recente, criticando infortuni a catena, scelte tecniche discutibili e un bilancio in rosso. Le perdite previste per il 2025, circa 58 milioni di euro, pesano come un macigno, mentre Tether continua a spingere per entrare con più forza nei piani strategici del club, arrivando persino a proporre nomi per il nuovo consiglio d’amministrazione.
Eppure, nonostante le pressioni, Elkann non arretra. La Juventus, afferma, deve tornare grande senza perdere la propria identità, attraverso una gestione sostenibile e un modello che unisca solidità economica e ambizione sportiva.
Per ora, il messaggio è chiaro: la Vecchia Signora resta nelle mani della famiglia Agnelli-Elkann.
Tether punta ad aumentare le azioni del club
Negli ultimi mesi, Tether, società leader nel settore delle criptovalute e tra le più influenti al mondo, ha mostrato un interesse crescente verso la Juventus. Guidata dal CEO Paolo Ardoino, grande tifoso bianconero, l’azienda ha già acquisito circa l’11,5% delle azioni del club, diventando uno dei principali azionisti di minoranza.
L’obiettivo, secondo le indiscrezioni, sarebbe quello di aumentare la partecipazione fino al 35%, un passo che consentirebbe a Tether di avere voce diretta nella gestione strategica della società.
Non si tratta solo di un investimento economico: per Ardoino, la Juventus rappresenta anche una piattaforma di prestigio globale per legare il mondo crypto al calcio di alto livello.