La prima Juventus di Luciano Spalletti ha vinto. E questo, per ora, basta. Il 2-1 contro la Cremonese regala ai bianconeri tre punti preziosi e soprattutto un segnale di vita dopo le settimane difficili targate Igor Tudor. Una squadra più viva, più compatta e più determinata: ma guai a parlare già di “Juventus spallettiana”.

Juve, l'utopia di un'impronta di gioco data dopo appena 2 allenamenti

Nel calcio, si sa, l’identità non si costruisce in due giorni. Eppure, l’impatto emotivo di un nuovo allenatore può bastare per scuotere un gruppo che sembrava essersi smarrito.

È probabile che sia proprio questo il caso della Juve vista allo “Zini”: una formazione che ha reagito con orgoglio e con un’intensità che era mancata nelle ultime uscite, più che una squadra già trasformata dal verbo tattico del tecnico toscano.

D’altronde, pensare che due allenamenti siano sufficienti per assorbire i principi di gioco di Spalletti sarebbe utopistico. Il tecnico di Certaldo è maestro di costruzione e controllo, di occupazione razionale degli spazi e di coralità nei movimenti. Tutti aspetti che richiedono tempo, ripetizioni e fiducia. L’esempio arriva da Roma, dove la squadra di Gian Piero Gasperini, nonostante mesi di lavoro, ancora fatica a riprodurre quel calcio travolgente che aveva reso celebre l’Atalanta.

Figuriamoci, dunque, una Juventus appena entrata in contatto con un nuovo modo di intendere il gioco.

Juventus, allo Zini una reazione di carattere data dal momento storico che attraversa il club

La sensazione, piuttosto, è che i bianconeri abbiano risposto con orgoglio a un momento delicato. La classifica preoccupava, la stagione era in bilico, e l’arrivo di Spalletti ha forse rappresentato più una scossa psicologica che tattica. I giocatori hanno corso di più, aggredito meglio, difeso con maggiore attenzione. Hanno mostrato quella fame che era mancata nelle ultime settimane, ma che da sola non basta per definire un progetto tecnico.

La Juventus di Cremona, dunque, è stata una squadra più viva, non ancora nuova.

Spalletti potrà dire davvero di averla cambiata solo tra qualche mese, quando i suoi principi, possesso ragionato, linee corte, pressing organizzato, inizieranno a emergere con continuità. Per ora, resta una vittoria importante, figlia del carattere più che del sistema.

E forse è giusto così: perché prima di costruire un’idea, serviva ritrovare un’anima e la Juventus grazie al toscano potrebbe averla già riacquisita. Con lo Sporting Lisbona fra poco più di 48 ore si giocherà un altro match davvero importante per la vecchia signora e anche in quel caso bisognerà tirare fuori quello spirito che contro l'Udinese prima e a Cremona dopo si è intravisto.