La Juventus è in cerca di un cambio di rotta e Luciano Spalletti potrebbe accelerare questo processo dando vita a una delle sue trovate, magari trasformando Fabio Miretti in un moderno incursore sul modello di Simone Perrotta, sfruttando anche le qualità di sponda e rifinitura di Dusan Vlahović. Un parallelismo con la sua prima Roma, che potrebbe ridisegnare gli equilibri del centrocampo bianconero.

Spalletti, perché non trasformare Miretti in un moderno Perrotta?

Quando si parla della Roma di Luciano Spalletti, uno dei simboli tattici più riconoscibili resta la trasformazione di Simone Perrotta.

Da centrocampista di lotta e sacrificio, il giallorosso divenne un perfetto incursore grazie all’intuizione del tecnico toscano: accompagnare l’azione come una seconda punta, sfruttando le sponde e la visione di gioco di Francesco Totti. Quel sistema, semplice quanto pragmatico, portò Perrotta a vivere gli anni migliori della carriera: 49 reti e 24 assist, un bottino importante per un centrocampista che fino ad allora non era stato certo considerato votato alla finalizzazione.

Oggi, a distanza di quasi vent’anni, quella formula potrebbe tornare d’attualità alla Juventus. Le differenze tecniche e strutturali sono evidenti, ma alcuni incastri ricordano da vicino quella Roma scintillante. Il ruolo di regista offensivo, allora affidato al piede geniale di Totti, potrebbe essere reinterpretato da Dusan Vlahovic, un centravanti molto diverso per caratteristiche ma comunque capace, nonostante la fisicità imponente, di giocare di sponda e rifinire con qualità.

L’incursore designato, invece, potrebbe essere appunto Fabio Miretti.

Miretti, una visione del gol già mostrata a Genoa

Il classe 2003 ha già mostrato una naturale predisposizione a muoversi tra le linee. Lo scorso anno, nella parentesi in prestito al Genoa, i liguri hanno beneficiato della sua applicazione in un ruolo più avanzato. Sotto la guida di Patrick Vieira, Miretti è stato impiegato spesso da trequartista, raccogliendo tre gol e tre assist in 26 presenze. Numeri ancora acerbi, ma indicativi di un’evoluzione possibile.

Spalletti, che da sempre ama lavorare di cesello sui centrocampisti, potrebbe intravedere in Miretti ciò che anni fa vide in Perrotta: corsa, lucidità nell’inserimento, letture intelligenti negli spazi che si aprono dietro la punta.

Con Vlahović a fungere da riferimento avanzato e un sistema che favorisca l’attacco verticale, il giovane torinese potrebbe trovare il contesto ideale per compiere il salto di qualità.

Certo, serviranno tempo, pazienza e continuità. Ma se la Juventus deciderà davvero di costruire una parte del suo futuro su quell’asse, centravanti, regista più mezzala incursore, allora il precedente romano di Spalletti rappresenta più di un ricordo nostalgico: potrebbe essere una traccia concreta per disegnare la Juve che verrà.