Per mesi è stato indicato come il simbolo della nuova era juventina, il talento destinato a riportare estro e imprevedibilità in un attacco spesso troppo razionale. Eppure, oggi Kenan Yildiz sembra essersi trasformato da risorsa preziosa a potenziale problema per la Juventus. Non si tratta solo di sensazioni, ma di numeri che, messi in fila, raccontano una realtà difficile da ignorare.

Yildiz, una crisi di cui parlano i numeri

Il classe 2005, su cui il club ha investito fiducia e responsabilità, è fermo a due gol in campionato, uno dei quali risale addirittura allo scorso settembre, nel big match contro l’Inter vinto in maniera rocambolesca per 4 a 3.

Da allora, il tabellino è rimasto desolatamente immobile. Per un giocatore considerato uno dei cardini del progetto, la sterilità offensiva è un segnale preoccupante.

Ma la vera allerta arriva analizzando più a fondo le sue prestazioni, soprattutto in trasferta, dove la Juventus storicamente chiede ai suoi talenti di trascinare il gruppo nei momenti più complessi. E invece, proprio lontano dallo Stadium, emerge la flessione più netta: nelle gare contro Genoa, Lazio, Como, Verona e Fiorentina, Yildiz ha concluso verso la porta solo tre volte in totale. Un dato impietoso per un attaccante, e ancor più pesante se si considera il compito creativo che gli viene richiesto.

Non va meglio se si guarda al coinvolgimento nella manovra.

Il turco appare sempre più isolato, talvolta quasi scollegato dal gioco della squadra. Nelle stesse gare esterne, i suoi tocchi palla sono stati pochissimi, segno di una partecipazione minima alla produzione collettiva. Paradossalmente, la sua miglior partita in questo senso è stata quella contro il Verona, dove però si è fermato a un modesto 7% di contributo alla partecipazione della manovra.

Infine, anche le valutazioni individuali confermano la tendenza: fuori casa, il rating più alto fatto registrare da Yildiz è stato 6,98 contro il Genoa. Per il resto, la sua media si aggira pericolosamente vicino al 6, segno di prestazioni anonime, insufficienti per chi dovrebbe essere un riferimento tecnico ed emotivo della squadra.

Juve, tanti cambi sulla panchina e un rinnovo in stallo che non aiutano

La Juventus, al momento, rimane prudente: il talento non è in discussione e la giovane età giustifica fisiologiche fasi di crescita e di assestamento. Tuttavia, la flessione del numero 10 appare troppo marcata per essere liquidata come un semplice calo di forma. Ovviamente i tanti cambi attuati dalla società bianconera nei confronti della gestione tecnica della Juventus potrebbero aver influito negativamente sulla crescita del calciatore, cosi come una situazione ancora poco nitida nella vicenda rinnovo.