La Juventus continua a vivere un momento di forte incertezza, sia in campo sia nelle scelte societarie. Tra i temi più discussi c’è senza dubbio il rendimento dei nuovi acquisti, molti dei quali non stanno offrendo il contributo che ci si attendeva al momento del loro arrivo. Le aspettative erano alte, ma fin qui quasi nessuno dei volti nuovi è riuscito a imporsi come titolare indiscusso o a cambiare il volto della squadra. Una situazione che sta generando malumori tra i tifosi e che negli ultimi giorni è stata approfondita anche da alcuni ex protagonisti della storia bianconera.
Claudio Marchisio, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha posto l’attenzione in particolare sul rendimento di uno dei nuovi innesti più attesi, Jonathan David. L’ex centrocampista bianconero non ha usato giri di parole nel giudicare il canadese: “Jonathan David entra in campo e trotterella. Sei alla Juventus, in un momento difficile: devi dare molto di più”.
L’analisi di Marchisio
Parole dure, che rispecchiano il malessere diffuso nell’ambiente. David era stato presentato come un giocatore in grado di garantire gol, profondità e sacrificio, ma finora non ha rispettato queste aspettative. La sua incisività è stata minima e, complice l’infortunio di Vlahovic, adesso dovrà assumersi responsabilità ancora maggiori.
Marchisio non ha apprezzato l’atteggiamento del giocatore, ritenuto troppo leggero e poco determinato. Il momento della Juventus è tutt’altro che semplice, e proprio per questo motivo l’ex numero 8 ritiene fondamentale che i nuovi arrivati dimostrino di voler cambiare marcia. L’impressione, però, è che David stia faticando a inserirsi nel sistema di gioco e a reggere il peso delle pressioni che comporta il vestire la maglia bianconera.
L’analisi di Marchisio non si è fermata al rendimento del singolo, ma si è estesa anche alle scelte societarie degli ultimi anni. L’ex giocatore ha criticato chiaramente la pianificazione tecnica portata avanti dal club: “Da due-tre anni la Juventus sbaglia la costruzione della squadra.
Non puoi cambiare così tanti giocatori ogni stagione”. Un’accusa precisa, che mette in discussione la coerenza del progetto sportivo e suggerisce la mancanza di una visione stabile nel medio-lungo periodo. Troppe rivoluzioni, troppi innesti e altrettante cessioni hanno impedito alla squadra di trovare continuità.
Marchisio ha poi indicato i profili che lui avrebbe scelto per costruire una Juventus più competitiva: “Avrei preso Donnarumma e Frattesi. Non puoi lasciarti sfuggire giocatori così”. Due nomi importanti, che avrebbero potuto rappresentare certezze tecniche e caratteriali. La scelta di non affondare il colpo per giocatori di tale livello viene letta come un’occasione mancata.
Si cerca un ds
Mentre la squadra fatica in campo, il club è impegnato anche su un altro fronte cruciale: la ricerca di un nuovo direttore sportivo. La decisione, però, continua a slittare. La Juventus ha definito una shortlist con alcuni nomi, tra cui Ottolini e Gow. Quest’ultimo, però, non sembra convincere pienamente i tifosi bianconeri, anche perché ricopre il ruolo di direttore sportivo da soli tre anni. La sua esperienza si è sviluppata più che altro in altri ambiti del mondo del calcio, e questo solleva qualche dubbio sulla sua capacità di gestire una realtà complessa come quella juventina.
In casa Juventus, dunque, la sensazione è che servano certezze, identità e scelte chiare. Per ritrovare competitività non basterà il tempo: servirà una direzione precisa, tanto sul mercato quanto sul campo.