La Juventus attraversa una fase delicata in sede di calciomercato e il clima attorno alla dirigenza si sta facendo teso. Al centro delle critiche dei tifosi bianconeri è finita soprattutto la figura di Damien Comolli, amministratore delegato del club e vero deus ex machina per quanto riguarda le strategie di mercato. Il dirigente francese, chiamato a regalare almeno un rinforzo a Luciano Spalletti, è diventato il principale bersaglio del malcontento popolare, con accuse che spaziano dalla gestione dell’attuale sessione invernale fino alle scelte operate nella scorsa estate.
Gennaio a rilento e il peso del FFP
La prima grande contestazione mossa a Comolli riguarda la lentezza operativa in questo mercato di gennaio. Una parte consistente della tifoseria si aspettava un intervento immediato in attacco, reparto che ha palesato evidenti difficoltà in fase realizzativa nel corso della stagione. I nomi sono circolati, le trattative sono state avviate, ma nessuna si è ancora concretizzata. Il caso Mateta è emblematico: una trattativa lunga, complessa, che non si è sbloccata e che ha alimentato la frustrazione dell’ambiente. A difesa di Comolli c’è però una realtà oggettiva fatta di scarsa liquidità e di rigidi paletti imposti dal Fair Play Finanziario, che limitano fortemente il margine di manovra della società piemontese.
Una situazione che ha inevitabilmente rallentato ogni operazione, ma che agli occhi dei tifosi suona come una scusa poco accettabile.
Gli acquisti estivi sotto accusa e i dubbi sulla progettualità
Ed è proprio il mercato estivo il secondo grande capo d’accusa nei confronti di Comolli. Gli investimenti fatti non hanno prodotto i risultati sperati e il simbolo di questa delusione è rappresentato dalla coppia Openda–Jonathan David. Il primo, acquistato per una cifra complessiva di 40 milioni di euro, è uno dei colpi più criticati: un investimento importante che, finora, non ha trovato riscontro sul campo. Stesso discorso per Jonathan David, arrivato a parametro zero ma con costi elevati tra commissioni e bonus alla firma, e anch’egli lontano dalle aspettative iniziali.
Due operazioni onerose che avrebbero dovuto garantire un salto di qualità offensivo e che invece hanno contribuito ad alimentare il malcontento. A questi dubbi si aggiunge anche l’operazione Joao Mario: il portoghese è approdato a Torino al posto di Alberto Costa, scelta che ha lasciato perplessi molti tifosi. Non tanto per la crescita dell’ex bianconero al Porto, quanto per lo scarso impiego dello stesso Joao Mario nella Juventus, apparso a tutti gli effetti un oggetto misterioso.