Allo Stadium va in scena una sorpresa che pesa come un macigno nella corsa Champions della Juventus. I bianconeri non vanno oltre l’1-1 casalingo contro il Lecce, un risultato che sa di beffa per la formazione guidata da Luciano Spalletti e che, al contrario, rappresenta un punto d’oro per i giallorossi di Eusebio Di Francesco.

Juve, a Banda risponde Weston McKennie

Il copione del match sembra scritto sin dai primi minuti: Juventus padrona del campo, Lecce chiuso nella propria metà e pronto a difendersi con ordine. Eppure, proprio quando l’intervallo pare dietro l’angolo, arriva la doccia fredda per lo Stadium.

È Banda, nei minuti di recupero del primo tempo, a colpire sfruttando una delle rare sortite offensive salentine, gelando il pubblico di casa e mandando il Lecce al riposo in vantaggio.

La reazione juventina è veemente e si traduce in un assedio pressoché costante nella ripresa. McKennie trova il gol del pareggio, premiando una pressione continua che sembra il preludio alla rimonta completa. Ma il risultato non cambierà più, nonostante una mole di gioco e di occasioni che raccontano una partita a senso unico.

I numeri, infatti, sono impietosi: 72% di possesso palla per la Juventus, 25 tiri complessivi contro i 6 del Lecce e un dato sugli Expected Goals che fotografa meglio di ogni altra statistica l’andamento della gara: 2,69 per i bianconeri contro lo 0,26 degli ospiti.

Eppure, tutto questo non è bastato per portare a casa i tre punti e mettere pressione alla Roma nella corsa al quarto posto, l’ultimo utile per l’accesso alla prossima Champions League.

Spalletti mastica amaro, David sbaglia il rigore del possibile vantaggio

Quello contro il Lecce rischia di essere ricordato come uno dei passi falsi più dolorosi dell’era Spalletti, soprattutto alla luce del recente rendimento: sette vittorie nelle ultime otto gare avevano rilanciato con forza le ambizioni della Juventus. Una striscia interrotta bruscamente, lasciando spazio a recriminazioni e rimpianti.

Su tutti, pesa come un macigno l’errore dal dischetto di Jonathan David. Il rigore calciato dal centravanti e neutralizzato da Falcone rappresenta il momento chiave della serata e rischia di riaccendere le polemiche che accompagnano l’attaccante fin dal suo arrivo a Torino la scorsa estate.

Un episodio che sintetizza le difficoltà individuali emerse in una gara che, paradossalmente, la Juventus ha dominato senza riuscire a vincere.

Per il Lecce, invece, il pareggio dello Stadium è una boccata d’ossigeno preziosa, ottenuta con sacrificio e cinismo. Per la Juventus resta l’amarezza di una grande occasione sprecata e la consapevolezza che, nella volata testa a testa, certi errori rischiano di costare carissimo.