La Juventus si muove sul mercato di gennaio con un obiettivo che, fino a pochi mesi fa, sarebbe sembrato quasi impensabile: l’acquisto di un nuovo centravanti. I nomi sul tavolo sono quelli di Jean-Philippe Mateta e Youssef En-Nesyri, profili diversi ma accomunati da una caratteristica ben precisa, quella del finalizzatore puro. Un’esigenza diventata improvvisamente prioritaria per i bianconeri, alle prese con una cronica difficoltà nel concretizzare la mole di gioco prodotta. Un paradosso evidente se si guarda indietro di appena sei mesi, quando la dirigenza juventina aveva deciso di investire in maniera decisa proprio sul reparto offensivo.
Il paradosso del mercato estivo e gli investimenti mancati
Durante l’ultima sessione estiva, la Juventus aveva infatti costruito il proprio attacco puntando su due operazioni di peso. a Jonathan David, arrivato a parametro zero ma costato comunque soldi tra premio alla firma e commissioni agli agenti, si è aggiunto l’arrivo di Loïs Openda dal Lipsia, operazione chiusa complessivamente per oltre 40 milioni di euro. Due colpi che avrebbero dovuto garantire presente e futuro, affidabilità realizzativa e varietà di soluzioni offensive. Sei mesi dopo, però, il quadro è profondamente cambiato. La Juventus si ritrova a sondare il mercato per un altro numero nove, segnale evidente di come le aspettative riposte nei nuovi arrivati non siano state rispettate.
Da qui l’interesse per Mateta, centravanti fisico e abituato a lottare in area, e per En-Nesyri, profilo più esperto a livello internazionale e considerato più pronto per incidere nell’immediato.
I numeri condannano David e Openda
A spiegare meglio di qualsiasi analisi tattica le difficoltà dell’attacco bianconero sono i numeri. Jonathan David e Loïs Openda, insieme, hanno realizzato appena 7 gol complessivi: 5 il canadese, 2 il belga. Un bottino decisamente inferiore alle attese, soprattutto se rapportato al volume di occasioni create dalla squadra. Occasioni spesso sciupate, rigori falliti e una generale imprecisione sotto porta hanno finito per pesare in maniera concreta sulla classifica della Juventus.
Punti persi contro avversari abbordabili come Lecce e Cagliari sono diventati il simbolo di una sterilità offensiva che la squadra si porta dietro da settimane. In questo contesto, la ricerca di un nuovo centravanti non appare più come una semplice opportunità di mercato, ma come una necessità impellente.