La Juventus starebbe considerando seriamente il centrocampista portoghese Rúben Neves — oggi in forze all’Al‑Hilal in Arabia Saudita — per rafforzare la mediana durante la finestra di mercato di gennaio [VIDEO].

Neves — ex Wolverhampton, cresciuto nel Porto — rappresenta, secondo i dirigenti bianconeri, un profilo intrigante: qualità tecnica, visione di gioco, esperienza internazionale e la capacità di rendere il centrocampo più equilibrato e muscolare.

Ma l’operazione non è semplice. L’elemento decisivo, che la rende complicata, è l’ingaggio molto elevato: si parla di cifre nell’ordine di 17 milioni lordi annui, un costo che al momento appare difficile da sostenere per la Juve senza una riduzione significativa.

Perché Neves può convenire, e perché no

Tra i più grandi vantaggi dell’operazione c’è la possibilità di riportare in Europa un centrocampista d’esperienza, già abituato a livelli alti, capace di garantire qualità e fisicità a un reparto che, con il nuovo allenatore Luciano Spalletti, cerca stabilità e intensità.

Il ritorno di Neves, che avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’Arabia, potrebbe rappresentare una chance per la Juventus di migliorare la qualità del centrocampo senza puntare su giovani non ancora pronti.

Dall’altro lato, però, resta il grande freno economico: l’ingaggio di Neves è considerato troppo oneroso. Il club bianconero dovrà valutare se è plausibile formulare un accordo con un salario abbassato oppure se cercare formule alternative (prestito con riscatto, compartecipazioni, bonus legati a presenze).

La situazione contrattuale e l’opportunità di mercato

Il contratto di Neves con l’Al-Hilal scade tra pochi mesi: secondo le ultime indiscrezioni, il centrocampista non avrebbe intenzione di rinnovare, aprendo la porta a un possibile ritorno in Europa già nella prossima finestra di mercato.

Tuttavia, secondo le fonti che seguono da vicino la società, la dirigenza guidata da Damien Comolli non è “grande fan” dei ritorni da campionati extra-europei, soprattutto se accompagnati da contratti onerosi. Solo con un’intesa economica ragionevole, Neves potrebbe rappresentare un’eccezione al nuovo corso societario.