Il vicepresidente vicario dell’Associazione Italiana Arbitri, Francesco Massini, ha chiarito la posizione dell’Aia riguardo al professionismo arbitrale. L’associazione non è contraria a tale evoluzione, ma pone una condizione fondamentale: che essa avvenga “con l’Aia”. In una nota ufficiale, Massini ha sottolineato come la collaborazione con la Figc e le Leghe per una riforma simile non solo sia fattibile, ma sia stata in passato indicata come un percorso auspicabile. L’obiettivo è costruire una riforma condivisa e sostenibile, anche dal punto di vista economico.
Una riforma che guarda al futuro del calcio
Massini ha evidenziato come il calcio italiano necessiti di arbitri costantemente più preparati e pronti ad affrontare le sfide di un mondo che richiede una crescente professionalità. Tuttavia, ha precisato, questo traguardo non può essere raggiunto unicamente attraverso modifiche allo status giuridico degli arbitri di Serie A. È altrettanto cruciale investire nella formazione arbitrale nelle serie minori, con particolare attenzione alla Serie C e alla Serie D.
Il valore del progetto tecnico e dell'autonomia
Il vicepresidente vicario ha inoltre ricordato l'importanza del progetto tecnico avviato dal presidente Antonio Zappi e dal Comitato Nazionale. Questo progetto mira a rafforzare la funzione arbitrale attraverso autorevolezza, carisma e indipendenza decisionale, e meriterebbe di essere proseguito e valorizzato per il suo intrinseco significato e la sua qualità.
Massini ha ribadito con forza che la presenza di arbitri di alta qualità in Serie A sarà possibile solo se il sistema calcistico continuerà a investire nella formazione dei giovani nelle categorie inferiori. L’obiettivo primario è preservare una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, capace di prendere decisioni con indipendenza, senza subire la pressione degli strumenti tecnologici.
La dichiarazione di Massini si inserisce in un dibattito acceso sul professionismo arbitrale, un tema che richiede un delicato equilibrio tra autonomia tecnica e sostenibilità economica, valorizzando al contempo il ruolo centrale dell’Aia nel processo di riforma.