Andrea De Marco, responsabile dei rapporti istituzionali CAN A e B, ha lanciato un appello chiaro durante la trasmissione Open Var: “In queste domeniche tanti calciatori di tutte le squadre cercano un vantaggio con delle sceneggiate. C’è chi si tocca la faccia se viene sfiorato sul petto…”. Ha sottolineato che “da inizio campionato lo vediamo e Rocchi ha chiesto la collaborazione di tutti per evitare scene del genere”. Ha aggiunto che “come arbitri cerchiamo di punire il più possibile comportamenti così, ma non è facile vedere tutto dal campo – per questo serve la collaborazione di tutti.
Questi giocatori sono degli idoli per tanti ragazzini che poi li imitano. Deve esserci una forma di rispetto per tutti: arbitri, avversari e tifosi”.
De Marco ha poi affrontato il tema del protocollo relativo alla seconda ammonizione, evidenziando che “di questo protocollo sulla seconda ammonizione se ne parla da tempo, proprio per sanare una situazione come questa. L’Ifab quando si riunirà sicuramente valuterà questo caso, speriamo dal prossimo mondiale si possa sanare il protocollo che penalizza una squadra in modo eccessivo”.
Il contesto delle dichiarazioni
L’intervento di De Marco è avvenuto nel contesto del format Open Var, realizzato da Dazn, FIGC e AIA con la collaborazione della Lega Serie A, trasmesso ogni martedì pomeriggio.
Il riferimento è a comportamenti antisportivi ricorrenti, definiti “sceneggiate”, che rischiano di compromettere la correttezza del gioco e l’immagine del calcio, soprattutto tra i più giovani.
Proposte di evoluzione normativa
Il richiamo al protocollo sulla seconda ammonizione indica una possibile evoluzione normativa. De Marco ha espresso la speranza che l’IFAB, l’organo internazionale che definisce le regole del calcio, possa intervenire già a partire dal prossimo mondiale per correggere una norma che, secondo lui, può penalizzare in modo eccessivo una squadra.
L’episodio di Bastoni e il dibattito
La simulazione di Alessandro Bastoni durante Inter–Juventus ha suscitato forti reazioni, con l’episodio definito “così plastico, così teatrale” da essere annoverato tra i più evidenti, soprattutto perché Bastoni ha esultato subito dopo, quasi autodenunciandosi. Questo caso ha alimentato il dibattito sull’uso della prova televisiva per sanzionare comportamenti antisportivi e rafforzare la credibilità del gioco.