La Champions League continua a rivelarsi un terreno ostico per le italiane e, dopo l’eliminazione del Napoli di Antonio Conte, arriva anche quella dell’Inter. I nerazzurri diventano così la seconda squadra italiana a uscire di scena dalla competizione, confermando un trend europeo preoccupante. La formazione guidata da Cristian Chivu non è riuscita nell’impresa di ribaltare il 3-1 subito all’andata sul campo del Bodø/Glimt ma anzi, è caduta anche a San Siro, sconfitta per 2-1 in una serata che doveva rappresentare il riscatto e che invece si è trasformata nell’epilogo più amaro.
Illusioni iniziali e assenza pesante
Alla vigilia del match, l’Inter sembrava avere tutte le carte in regola per mettere almeno in difficoltà la formazione norvegese. L’ambiente di San Siro, un terreno più consono per una squadra professionistica, il divario tecnico sulla carta e la necessità degli ospiti di difendere il vantaggio accumulato all’andata lasciavano presagire una gara combattuta. A pesare, però, è stata sin da subito l’assenza di Lautaro Martínez, vero e proprio totem dell’attacco nerazzurro, la cui mancanza si è fatta sentire soprattutto nei momenti chiave. La partita si è sviluppata su due binari molto diversi: un primo tempo avaro di grandi emozioni, in cui l’Inter ha provato a fare la gara senza però trovare spazi.
Gli squilli più significativi portano la firma di Marcus Thuram e soprattutto di Davide Frattesi, ma senza esito concreto.
Ripresa shock e crollo nerazzurro
Nella ripresa, il match si è improvvisamente acceso, ma nel modo peggiore per i padroni di casa. Al 60’, un errore clamoroso di Manuel Akanji – forse ancora stordito da una botta alla testa rimediata in precedenza – si trasforma in un assist involontario per Hauge, che con un tap-in firma lo 0-1 gelando San Siro. L’Inter accusa il colpo e, poco più di dieci minuti dopo, arriva la mazzata definitiva: Evjen trova il raddoppio che spegne definitivamente le speranze di rimonta. Nel finale, il gol della bandiera siglato da Alessandro Bastoni serve solo a rendere meno amaro il passivo, ma non cambia il verdetto.
L’Inter esce così dalla Champions League tra rimpianti e interrogativi, lasciando l’Italia con l’ennesima delusione europea e la sensazione di un divario che, quest'anno, sembra persino essere aumentato rispetto a realtà del calcio secondarie. Domani sarà il turno di Juventus e Atalanta, anch'esse chiamate a recuperare un risultato di netto svantaggio.