La delusione è palpabile nelle parole del centrocampista dell’Inter Nicolò Barella, intervistato all’indomani della sconfitta contro il Bodo/Glimt che ha sancito l’eliminazione dalla Champions League. Nonostante l’amarezza, Barella riconosce il merito degli avversari: “Ci abbiamo provato ma loro sono stati più bravi”, ha affermato, sottolineando come il Bodo abbia dimostrato superiorità vincendo entrambe le sfide e meritando il passaggio del turno.

Le dichiarazioni di Barella

Il centrocampista nerazzurro ha analizzato la prestazione, evidenziando come la squadra non sia riuscita a sbloccare il risultato, elemento che si è rivelato essere la difficoltà maggiore.

“Loro non ci hanno messo in difficoltà e abbiamo preso gol su un errore individuale”, ha spiegato Barella, aggiungendo che questi episodi fanno parte del calcio e che, sebbene oggi sia capitato ad Akanji, in altre occasioni è successo anche a lui. Ha ribadito i complimenti al Bodo per la doppia vittoria e per aver meritato l’avanzamento nella competizione.

Il contesto della partita e gli obiettivi stagionali

La partita di ritorno del playoff di Champions League ha segnato la fine del percorso europeo per l’Inter. Barella ha espresso la delusione generale, poiché la squadra ambisce a “lottare su tutti i fronti”. Ha poi spostato l’attenzione sul campionato, ribadendo che lo Scudetto è un obiettivo primario fin dall’inizio della stagione, e non una conseguenza del distacco accumulato: “È un nostro obiettivo già da inizio anno, non solo ora che siamo a più dieci”.

L’Inter guida infatti la classifica con un vantaggio significativo.

Episodi controversi nel primo tempo

Durante il primo tempo della gara, l’Inter ha reclamato due calci di rigore, episodi che non sono stati ravvisati né dall’arbitro né dal VAR. In particolare, un presunto tocco di mano in area da parte di un giocatore del Bodo è stato giudicato involontario. Un altro contatto, avvenuto tra Barella e un difensore norvegese, non è stato ritenuto falloso dalla direzione di gara. Le immagini hanno evidenziato come, nel primo caso, il braccio del difensore fosse largo ma il pallone lo avesse colpito sul fianco, mentre nel secondo episodio il contatto è apparso marginale, con Barella che è caduto in modo vistoso.