Il nuovo stop fisico di Nico González rischia di avere conseguenze che vanno ben oltre il semplice dato sportivo. L’esterno argentino, attualmente in prestito all’Atletico Madrid dalla Juventus, si è infatti fermato nel corso dell’ultima sfida di Liga contro il Rayo Vallecano, riportando una lesione muscolare al quadricipite. Un infortunio che, secondo le prime indicazioni, dovrebbe tenerlo lontano dal campo per almeno tre settimane, costringendolo a saltare non meno di tre partite di campionato. Un’assenza pesante per Simeone, ma soprattutto un problema in chiave mercato, perché il futuro dell’argentino è legato a clausole molto rigide che ora rischiano di non essere rispettate.
Stop pesante e tempi stretti: l’accordo che fa tremare l’Atletico
L’intesa tra Juventus e Atletico Madrid, definita la scorsa estate, prevede infatti una condizione chiara: il riscatto di Nico Gonzalez per 28 milioni di euro diventerebbe obbligatorio solo nel caso in cui il calciatore disputasse almeno 21 partite di Liga, giocando in ognuna di esse almeno 45 minuti. Ad oggi, l’esterno offensivo è fermo a quota 13 presenze “valide”, un numero ancora distante dall’obiettivo fissato. L’infortunio al quadricipite arriva nel momento peggiore possibile, perché lo costringerà a uno stop proprio mentre la stagione entra nella sua fase decisiva. Anche ipotizzando un rientro senza ricadute, Nico Gonzalez si troverebbe a dover giocare praticamente sempre, rispettando minutaggi precisi, per consentire all’Atletico di raggiungere la soglia necessaria.
Un’impresa tutt’altro che semplice, soprattutto considerando la concorrenza interna aumentata dal recente arrivo di Lookman.
Riscatto in bilico e riflessi anche in casa Juventus
Il dato più allarmante per l’Atletico Madrid e soprattutto per la Juventus è legato al calendario: la Liga è già arrivata alla ventiquattresima giornata e al termine del campionato mancano appena 14 partite. Nico Gonzalez, per far scattare l’obbligo di riscatto, dovrà quindi scendere in campo in almeno 8 di queste, sempre garantendo un impiego minimo di 45 minuti. Un margine ridotto al minimo, che non lascia spazio a ulteriori intoppi fisici o a scelte tecniche sfavorevoli. In questo scenario, la Juventus osserva con attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione. Il club bianconero, che contava su un incasso importante per finanziare il prossimo mercato estivo, rischia ora di dover rivedere i propri piani.